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GLI EFFETTI DEL COVID

Il lato oscuro dello smartworking. L'osteopata: «Ecco come evitare guai»

17 settembre 2020, 05:06

Il lato oscuro dello smartworking. L'osteopata: «Ecco come evitare guai»

Dire smartworking e pensare al mal di collo. Ma anche a dolori alla schiena, al mal di testa e a un malessere diffuso. Succede a tanti parmigiani alle prese con le nuove modalità di lavoro da casa, sempre più diffuse a causa dell'emergenza Covid.

«In questi ultimi mesi post-lockdown sono aumentati i pazienti che lamentano disturbi muscolari a carico del tratto cervicale e a livello delle spalle - conferma Mauro Fornari, presidente del Cio, Collegio italiano osteopatia di Parma -. Le postazioni di lavoro casalinghe, infatti, sono spesso inadeguate e chi già aveva problemi muscolo-scheletrici o artrosici dice di aver subìto un peggioramento».

 

RESPIRARE COL DIAFRAMMA

Scrivanie troppo basse o troppo alte, sedie non ergonomiche o comunque non adatte allo stare seduti a lungo, non sono le uniche cause dei disturbi alla parte alta del corpo. Anche l'ansia ci mette lo zampino. «Lo stress di natura ansiogena – spiega Fornari - non fa lavorare bene il diaframma, un muscolo che contribuisce alla respirazione polmonare, al controllo del sistema nervoso involontario e che incide nella statica e nella dinamica della colonna vertebrale». Fondamentale è quindi respirare bene. Come? Osservando e imitando i bambini che dormono: la loro pancia si muove su e giù. «Non respirare correttamente è dannoso – spiega -. Sollevando il torace si mettono in atto tensioni muscolari a livello delle coste, del muscolo stenocleidomastoideo che collega cranio e torace superiore, e dei muscoli trapezio. Tali tensioni non solo provocano dolore, ma nel tempo causano anche un senso di stanchezza e spossatezza generale».

 

NON ACCAVALLARE LE GAMBE

Un altro errore che si commette alla scrivania, in particolar modo nel mondo femminile, è accavallare le gambe. «Accavallando le gambe si impone una rotazione forzata del bacino che condiziona la colonna vertebrale. Inoltre, questa postura influenza negativamente il sistema circolatorio ed emolinfatico», dice Fornari.

 

L'APPROCCIO OSTEOPATICO

Cosa può fare l'osteopatia in tutto questo? «Innanzitutto è bene precisare che l'approccio osteopatico è un approccio di tipo preventivo – continua il presidente del Cio, che oltre ad essere centro clinico e di ricerca in osteopatia è anche una scuola per osteopati -. L'osteopata, con manipolazioni precise sui vari distretti anatomici, va a restituire l'equilibrio bio-meccanico delle parti interessate e agisce anche per ottenere un migliore equilibrio del sistema nervoso autonomo. In più, suggerisce come migliorare l'igiene di vita, la postura davanti al computer e consiglia ausili come sedute e piani di lavoro. A persone che hanno già problemi pregressi come dismorfismi quali cifosi dorsale e scoliosi, turbe di natura discale e problemi artrosici l'osteopata consiglierà un percorso che a volte richiederà un intervento interdisciplinare per una rieducazione posturale globale».

r.c.

 

Dire smartworking e pensare al mal di collo. Ma anche a dolori alla schiena, al mal di testa e a un malessere diffuso. Succede a tanti parmigiani alle prese con le nuove modalità di lavoro da casa, sempre più diffuse a causa dell'emergenza Covid. «In...

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