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Intervista

Garko: «Adesso farò il regista»

17 settembre 2020, 05:01

Garko: «Adesso farò il regista»

MARA PEDRABISSI

Prendi un uomo, abbagliato dalla luce dei riflettori, che un giorno si mette alla ricerca della "luce naturale", per grattare sotto il luccichio della propria, inconfutabile, bellezza e vedere che c'è. «Tattica», obietteranno molti; perché la bellezza, come il potere, logora chi non ce l'ha.

L'occasione per confermare o rivedere le proprie idee arriverà domani pomeriggio, intorno alle 18, alle Terme Berzieri di Salso, quando Gabriel Garko incontrerà il pubblico, presenterà il suo libro «Andata e ritorno» e riceverà il Premio Mangiacinema Pop, ospite della rassegna ideata da Gianluigi Negri.

Gabriel Garko, intanto il premio, perché lei è un'icona pop.

«Mi fa piacere. Un premio è sempre segno di qualcosa che si è fatto bene ma non è un momento di bilancio. A 48 anni, mi percepisco ogni giorno a un nuovo inizio. Le somme le potrei tirare a 80 anni. O nel momento in cui decidessi di ritirarmi. Ora no».

L'atteggiamento di chi non teme di mettersi in gioco...

«Infatti. Mi metto in gioco tutti i giorni, si vede dal lavoro che ho scelto, dove il difficile non è tanto l'arrivare quanto il conservare le posizioni. Per ogni nuovo ruolo, si studia da zero; ogni volta si deve dimostrare di dare il meglio. Ma è il lavoro che amo e sono fortunato. Sì, sono positivo... anzi sono del pensiero che è il pensiero che viene prima di tutto. Che bisogna avere il coraggio di dire "voglio" e non "vorrei"».

Si è messo in gioco anche di recente, debuttando da scrittore, con una casa editrice importante, La nave di Teseo, di Elisabetta Sgarbi.

«Sì ma non mi definisco scrittore. Ho lavorato con un coach, ci tengo a dirlo, perché non ci si inventa scrittori dall'oggi al domani. Per carità, l'ho scritto io ma con l'aiuto di Gino Saladini, uomo dalle molte competenze, anche psicologo e anche criminologo».

 

Sarà lui domani a condurre l'incontro: siete due persone che si conoscono e collaborano da tempo, potrete toccare corde più profonde della chiacchierata di un'intervista...

«Gino conosce tutti i risvolti del libro, aggiungerà altri elementi, che non sono stati stampati nero su bianco. Sarà interessante, credo».

 

«Andata e ritorno» è un racconto dietro le quinte.

«Ho raccontato la mia verità. E' l'andata verso il successo e il ritorno verso me stesso. Andare veloci è molto facile ma bisogna saper frenare. Questo libro è il giusto equilibrio tra accelerazione e frenata. So di aver destato scetticismo: "Garko che scrive un libro e pure per La nave di Teseo!". Però chi ha letto il libro si è ricreduto».

Torniamo al suo lavoro principale. E' un momento particolare, sui set...

«Sto rivedendo mote cose. Ho vissuto l'epoca fortunata della fiction orientata al melò. Quel genere ora funziona meno, il pubblico cerca più verità. Sto facendo una trasformazione come attore. Desidero confrontarmi con la regia cinematografica. Sto scrivendo un nuovo libro, potrebbe nascere un soggetto. Vediamo».

E' innamorato, in questo momento?

«Forse... nì. Diciamo che sono molto esigente anche se stare con me poi non è così difficile. In coppia parlo molto, sono un libro aperto».

Se è un messaggio in bottiglia, noi lo lanciamo...

 

MARA PEDRABISSI Prendi un uomo, abbagliato dalla luce dei riflettori, che un giorno si mette alla ricerca della "luce naturale", per grattare sotto il luccichio della propria, inconfutabile, bellezza e vedere che c'è. «Tattica», obietteranno molti;...

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