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Covid

Strade e piazze del centro, tutti senza mascherina

di Gian Luca Zurlini -

17 settembre 2020, 05:08

Strade e piazze del centro, tutti senza mascherina

GIAN LUCA ZURLINI

 

Mascherina, questa sconosciuta: girando per le strade e le piazze del centro di Parma in una sera qualsiasi di questa estate prolungata è la prima cosa che viene da pensare.

Perché i casi sono due: o qui, nella capitale del Ducato, abbiamo famiglie molto numerose e siamo molto affezionati gli uni agli altri (nel senso dei cosiddetti "affetti stabili"), oppure c'è qualcosa che non va. Perché dai giovanissimi fino ai più anziani a indossare la mascherina all'aperto (cosa che sarebbe obbligatoria dopo le 18 in luoghi affollati come è sicuramente il centro) sono un'esigua minoranza.

Non che ci siano grandissimi assembramenti, anche se in piazza della Pace, annaffiatura del prato a parte che "desertifica" per un po' l'area verde, ci sono molti gruppi di persone ravvicinate che è arduo individuare come parenti o congiunti che dir si voglia.

Ma il punto è che, mentre al chiuso l'obbligo viene rispettato (e fatto rispettare), all'aperto sembra esserci una sorta di "tana liberatutti". E la paura del coronavirus non sembra fare in alcun modo da deterrente.

NESSUN CONTROLLO

Quello che colpisce è anche (o forse soprattutto) l'assoluta assenza di controlli. In un paio d'ore di "tour" nel cuore della città (centro storico e Oltretorrente) il cronista non ha incontrato neppure una pattuglia di forze dell'ordine. Vista soltanto un'auto della polizia locale in transito da via D'Azeglio, ponte di Mezzo e via Mazzini. E anche questo non contribuisce certo al rispetto delle regole.

PIAZZA DELLA PACE

Il punto più critico, manco a dirlo, è ancora e sempre quello: piazza della Pace, dove il prato è una sorta di "terra di nessuno" in cui compagnie di giovani si ritrovano seduti in cerchio e sempre senza mascherina ma, soprattutto, ci sono assembramenti in tutti i luoghi dove ci si può sedere. Privilegiate sono soprattutto le panchine a fianco della vasca realizzata sui resti dell'ex chiesa di San Pietro Martire. Qui a farla da padrone, soprattutto appena calano le prime ombre della sera, sono gruppi di vocianti extracomunitari (tutti rigorosamente senza mascherina) che si ritrovano spesso anche con musica ad alto volume. Ma anche il monumento a Verdi e quello del Partigiano vedono numerose persone sedute e raggruppate. In pratica, fatte salve le periodiche "retate" delle forze dell'ordine, la piazza è uno spazio senza regole, dove l'unica misura efficace per evitare assembramenti fuori regola sembra essere l'irrigazione con potenti getti d'acqua del prato verde, peraltro in alcuni punti, soprattutto sul lato dell'ex palazzo della Provincia, con il manto di colore giallastro. Ed è evidente che l'unica soluzione sarebbe un presidio fisso di controllo dal mattino fino a tarda sera, che però non è stato più attivato dopo la quarantena. Magari adesso tornerebbe utile come base logistica il "casotto" della polizia locale collocato una decina di anni fa e poi rimosso.

REGOLE IGNORATE

Nel resto del centro, anche se non si sono notati grandi assembramenti, l'impressione generalizzata è quella di regole anti-Covid che vengono snobbate, fatta eccezione per il distanziamento dei tavoli, rispettato ovunque, e per l'obbligo della mascherina al chiuso. E quello che colpisce è che (quasi) tutti portano con sè la mascherina, ma stretta attorno al collo oppure al braccio. Due posizionamenti che, oltre a essere poco belli da vedere, la rendono un accessorio inutile.