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EFFETTO COVID

La ressa sui bus fa paura: adesso a scuola ci si va in bici o monopattino

18 settembre 2020, 05:04

La ressa sui bus fa paura: adesso a scuola ci si va in bici o monopattino

ANNA PINAZZI

 

Dopo il suono della prima campanella, l’assalto agli autobus sembra essersi attenuato. Qualche posto vuoto, i corridoi dei mezzi non troppo affollati e davanti alle obliteratrici radi assembramenti (nei giorni scorsi risultava difficile anche solo avvicinarsi per convalidare il biglietto).

Il perché di questo cambiamento lo si può intuire osservando i ragazzi all’uscita da scuola. Davanti agli istituti superiori in via Maria Luigia, sono meno i giovani che si incamminano per raggiungere la fermata più vicina. Molti, invece, quelli che attendono l’arrivo della macchina di un genitore per tornare a casa. Come Sofia Carrara che all’uscita aspetta papà Giacomo. «La situazione di ressa all’interno degli autobus mi ha spaventata – confida la ragazza – e ha fatto preoccupare molto anche i miei genitori». Giacomo, il padre di Sofia dà la conferma: «Finché gli orari di lavoro me lo permetteranno, la accompagnerò io a scuola. Anche perché abitiamo a Roccabianca e le corriere sono sempre pienissime di gente». Giacomo ha ragione. Rispetto agli autobus cittadini, le corriere sono i mezzi su cui salgono più ragazzi. Anche alla fermata in viale Caprera, la situazione sembra quella descritta da Sofia e suo padre.

In attesa alla pensilina c’è Martina, studentessa del liceo Marconi che spiega: «Prendo l’autobus perché non posso fare diversamente. Devo dire però che questa settimana, grazie alle entrate e alle uscite ad orari diversi dalle scuole, la gente sugli autobus è un po’ diminuita». Assembramenti leggermente diminuiti, non azzerati.

Ieri la situazione sembrava migliore dei giorni passati, ma anche solo mercoledì pomeriggio, di autobus stracolmi ce ne sono stati. Alcune segnalazioni fotografano momenti di ressa anche al di fuori degli orari scolastici (ne è un esempio la situazione di mercoledì sulla linea 23, a cui si riferisce la foto a fianco).

Le corse mattutine piene di studenti e questi episodi di pericoloso assembramento hanno portato ad un'inversione di tendenza sulle modalità di spostamento: al suono della campanella molti studenti salgono in sella alla loro bici per fare ritorno a casa. Tra i molti, Ksenia Iline che racconta di «voler assolutamente evitare l’autobus e di andare a scuola in bicicletta fino quando il beltempo lo permetterà».

Come metodo di spostamento alternativo non poteva mancare la novità che ha da poco preso d’assalto le strade della città: il monopattino elettrico. Qualcuno, come Francesco, lo ha noleggiato all’uscita da scuola. «Il monopattino – afferma lo studente del liceo classico Romagnosi – è la soluzione migliore. Niente assembramenti, è facile da usare e gli spostamenti risultano comodi e veloci. Una vera rivoluzione».

 

ANNA PINAZZI Dopo il suono della prima campanella, l’assalto agli autobus sembra essersi attenuato. Qualche posto vuoto, i corridoi dei mezzi non troppo affollati e davanti alle obliteratrici radi assembramenti (nei giorni scorsi risultava...

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