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SENTENZA

Timbrava il cartellino all'Asp poi andava a fare shopping: fidentina condannata

18 settembre 2020, 05:07

Timbrava il cartellino all'Asp poi andava a fare shopping: fidentina condannata

Timbrava il cartellino ma poi andava a fare shopping: una fidentina, dipendente di Asp (Azienda pubblica di servizi alla persona), è stata condannata a dieci mesi di reclusione, che non sconterà in quanto incensurata, e al pagamento di 600 euro di multa, più il risarcimento alla parte civile di 3mila euro, di cui 500 come danno patrimoniale e 2.500 per danno di immagine. Dovrà anche pagare le spese legali dell’avvocato di Asp: 1.700 euro più accessori di legge. La sentenza verrà depositata entro trenta giorni, mentre la donna avrà 45 giorni per ricorrere in appello.

In tribunale la fidentina era difesa dall’avvocato Paolo Paglia, mentre l’avvocato Daniele Carra difendeva la parte civile.

I fatti risalgono al febbraio 2018. La ex dipendente di Asp timbrava il cartellino dopo aver raggiunto il suo posto di lavoro ma poi usciva e si recava a casa o a fare compere. Così era stata denunciata per false attestazioni e truffa ai danni di un ente pubblico. E non era mai più rientrata al lavoro, in quanto sospesa. Il gip aveva anche disposto per lei l’obbligo di firma giornaliero.

Un’accurata e paziente indagine della Tenenza della Guardia di finanza di Fidenza aveva consentito di cogliere sul fatto una «furbetta del cartellino».

Per più di un mese i finanzieri fidentini avevano tenuto la dipendente di Asp sotto stretta osservazione, pedinandola e riprendendola con le telecamere appositamente installate sul luogo di lavoro e nei pressi della sua abitazione.

Il raffronto tra i dati emersi da tale monitoraggio e i prospetti mensili delle timbrature eseguite dalla dipendente, avevano confermato la pratica illecita, evidenziando un danno per l’ente che le pagava lo stipendio.

Così l’impiegata infedele era stata chiamata a rispondere dinanzi all’autorità giudiziaria dei reati di false attestazioni e truffa ai danni di un ente pubblico. Oltre a ciò, il giudice per le indagini preliminari di Parma, su richiesta della Procura, che aveva coordinato le indagini, aveva disposto nei suoi confronti l’applicazione della misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Le condotte illecite emerse dall'indagine dei finanzieri, oltre al danno economico arrecato all'ente pubblico - è stato evidenziato - avevano comportato un grave pregiudizio all’efficienza del servizio all’utenza nonché al buon andamento della Pubblica amministrazione, compromettendo la fiducia che la collettività ripone in chi svolge funzioni pubbliche.

Dopo la sentenza, l'Asp adesso potrà proseguire con la procedura disciplinare, che avrà come sanzione massima il licenziamento della dipendente per giusta causa. r.c.