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intervista

Influenza, Paglioli: "Ecco perché nell'era Covid le vaccinazioni sono raccomandate"

di Anna Maria Ferrari -

20 settembre 2020, 05:05

Influenza, Paglioli: "Ecco perché nell'era Covid le vaccinazioni sono raccomandate"

Vaccino antinfluenzale gratuito a partire dai 60 anni - prima erano 65 - e per tutti coloro che sono affetti da patologie croniche. Ferree regole anti-assembramento negli ambulatori. Forte invito a proteggersi anche dallo pneumococco, che può causare gravi polmoniti, per determinate fasce di popolazione. La campagna di vaccinazioni contro l'influenza partirà il 12 ottobre, ma i motori sono già caldi. Oltre 130mila i parmigiani che potranno sottoporsi al vaccino gratuitamente, 27mila in più rispetto all'anno scorso.

Riuscirà il sistema sanitario a far fronte all'aumento di vaccinazioni? Ci saranno dosi sufficienti a coprire non solo chi ne ha diritto, ma anche le richieste degli «under 60» che si rivolgeranno alle farmacie? Ecco alcune anticipazioni della prossima campagna vaccinale: a fare il punto è Silvia Paglioli, dirigente del Servizio di igiene pubblica dell'Ausl, che sta lavorando senza sosta per mettere a punto tutti gli ultimi dettagli.

Perché quest'anno vaccinarsi contro l'influenza è particolarmente consigliato?

Gli esperti prevedono la circolazione in contemporanea del virus dell'influenza e del Sars-Cov-2 che causa il Covid. Vaccinarsi è quindi fondamentale per due motivi: primo, per evitare di andare incontro all'influenza e ridurre gli accessi alle strutture sanitarie nei casi di complicanze; secondo, visto che la sintomatologia respiratoria del virus dell'influenza è sovrapponibile in alcuni casi a quella del Covid-19, per semplificare le diagnosi e quindi migliorare la gestione dei casi sospetti.

Ci saranno dosi di vaccino sufficienti per tutti coloro che ne hanno diritto?

La Regione ha acquistato il 20 per cento di dosi in più rispetto agli anni precedenti, quindi anche noi qui a Parma disponiamo di una maggiore quantità di vaccino. Inoltre è prevista una quota di flessibilità di un ulteriore 20 per cento che, in caso di bisogno, può essere richiesta. Ci auguriamo di andare incontro a tutte le esigenze.

Tradotto in numeri assoluti, quante sono le dosi disponibili per il Parmense?

Come Azienda Usl ragioniamo su oltre 100mila dosi e potremo aumentare nel caso in cui ce ne fosse necessità. L'anno scorso i vaccini disponibili erano 80mila. Noi abbiamo già un aumento di acquisto, poi abbiamo un plafond di un 20 per cento in più che può essere utilizzato.

Com'è organizzata la rete di distribuzione?

Ci rapportiamo alla Regione, l'approvvigionamento viene effettuato per il tramite delle farmacie aziendali. L'ordine delle dosi è già stato fatto e, come tutti gli anni, nelle settimane precedenti l'inizio della campagna i vaccini saranno consegnati all'Igiene pubblica che a sua volta li distribuirà a medici e case della salute, in maniera tale da poter andare incontro ad esigenze capillari della provincia.

Come dovranno comportarsi i cittadini al di fuori delle categorie raccomandate?

Consiglio di chiedere al proprio medico, il quale effettuerà una prescrizione con cui rivolgersi alla farmacia. In questo caso il vaccino è a pagamento.

Ma le farmacie avranno a disposizioni dosi sufficienti?

Certamente anche quest'anno il vaccino nelle farmacie non mancherà. Anche i cittadini al di fuori delle categorie a rischio potranno rivolgersi al proprio medico e chiedere un consiglio sulla vaccinazione.

Quali sono le più importanti novità di questa campagna vaccinale?

Innanzitutto, si parte il 12 ottobre, mentre classicamente la campagna di vaccinazione iniziava a novembre. Inoltre il vaccino potrà essere somministrato per un periodo più prolungato. Di solito ci si concentrava sulle prime 3 -4 settimane di campagna antinfluenzale, quest'anno ci si potrà vaccinare fino al 31 dicembre. Inoltre la vaccinazione potrà essere gratuita non solo per i cittadini con più di 65 anni e per coloro che sono affetti da patologie croniche, ma anche per coloro che hanno più di 60 anni, cioè per la fascia 60-64 anni, e ne faranno richiesta.

È vero che prima ci si vaccina, meglio è?

No, è importante vaccinarsi in tutto il periodo utile in modo da arrivare al momento di picco della circolazione virale con copertura anticorpale. Ad attivarsi il vaccino richiede 15 giorni circa, quindi è chiaro che occorre prevedere un timing giusto. L'anno scorso il periodo di massima circolazione del virus fu nelle prime settimane di gennaio. Tutti gli anni ci sono piccole variazioni, ma è bene farsi trovare pronti al picco di circolazione del virus.

E' consigliato vaccinare i bambini?

Ci abbiamo a lungo ragionato, la comunità scientifica non è concorde. Almeno per quest'anno i bambini sani, non affetti da pre-esistenti patologie, non sono tra le categorie raccomandate, quindi il vaccino resta a pagamento. E' chiaro che il discorso non vale se il bambino appartiene a categorie a rischio.

Come si fa ad essere sicuri che il vaccino di quest'anno ci immunizzi dal virus in circolazione, visto che l'epidemia deve ancora iniziare?

 

Nel caso dell'influenza esiste una rete di sorveglianza costituita da medici sentinella, distribuiti su tutto il territorio, e da laboratori di riferimento. Anche a Parma ne abbiamo uno, al Dipartimento di medicina e chirurgia dell'università. I medici individuano i casi sospetti, i laboratori di riferimento hanno il compito di determinare sia il momento in cui per la prima volta compare un virus influenzale sia la tipizzazione dei ceppi circolanti. Questa rete di sorveglianza è molto importante perché ogni anno i vaccini sono composti da ceppi che sono stati prevalenti nella determinazione dei casi dell'anno precedente. Già lo scorso febbraio l'Oms ha raccomandato i ceppi che avrebbero dovuto essere presenti nei vaccini di quest'anno. Certo, non si possono escludere mutazioni nel virus, quindi talvolta possiamo essere colti di sorpresa, però diciamo che questa rete territoriale di medici sentinella e di laboratori ci consente ogni anno di poter fare una previsione abbastanza precisa del virus che dovrà essere presente nei vaccini e che ci garantirà l'immunizzazione.

A che percentuale di copertura si pensa di arrivare?

L'anno scorso nella nostra provincia si è raggiunta complessivamente, nella popolazione over 65, una copertura del 49,1 per cento. Sono state eseguite 67.677 vaccinazioni. Quest'anno abbiamo 27120 persone della fascia di età tra 60 e 64 e sono circa 103mila le persone che hanno più di 65 anni. In totale, circa 130mila le persone da vaccinare. La copertura che la Regione richiede per gli ultra 65enni è del 75 per cento. Non ci aspettiamo di arrivare al target completo, però puntiamo ad un netto miglioramento.

Che tipologia di vaccini sarà utilizzata?

Quelli che erano già in uso, cioè un vaccino split quadrivalente che si può utilizzare dai 6 mesi fino ai 75 anni di età e un vaccino trivalente adiuvato, raccomandato nelle persone che hanno più di 75 anni e per gli anziani con età uguale o superiore a 65 anni qualora affetti da patologie di base che comportino condizioni di immunodepressione.

E le donne in gravidanza?

Vaccinarsi è molto importante perché ci consente di proteggere sia la gravida, la cui condizione immunologica per il periodo di gravidanza può essere più fragile, sia il nascituro. Stesso discorso vale per il puerperio, fase delicata, perché se la mamma si ammala, anche il neonato si trova esposto al virus. L'anno scorso abbiamo avuto un'adesione buona delle donne in gravidanza.

Chi somministrerà il vaccino?

Il fatto che la campagna sia prolungata oltre ai termini classici ci consentirà un periodo più lungo per poter eseguire la vaccinazione. Ci sarà una intensificazione dell'apertura dei laboratori dell'Igiene pubblica. Anche i medici di medicina generale sono stati chiamati ad aderire a questa campagna. Quest'anno l'ingresso negli ambulatori dei medici e all'Igiene pubblica sarà strettamente regolamentato per evitare assembramenti.

La vaccinazione antipneumococco, visto il rischio Covid, assume un significato importante. A chi viene offerto questo tipo di vaccino?

Dal 2017 tutti coloro che compiono 65 anni possono effettuare gratuitamente questo tipo di vaccino, nell'ambulatorio del proprio medico di medicina generale. Per l'anno in corso il vaccino è offerto a tutti i nati nell'anno 1955 e proprio in questi giorni abbiamo fatto arrivare a casa dei nostri concittadini nati nel '55 una comunicazione sull'opportunità della vaccinazione antipneumococco. Il vaccino può essere somministrato insieme al vaccino antinfluenzale rivolgendosi al proprio medico di medicina generale. Ricordo che nelle fasce di età di estreme della vita, la prima infanzia e l'età anziana, lo pneumococco può essere causa di gravi malattie batteriche invasive. In vista di una eventuale seconda ondata di Covid, questa vaccinazione ha un forte significato e può costituire un importante elemento di protezione ulteriore. Abbiamo rafforzato il nostro ordinativo perché riteniamo molto importante anche la protezione da questo agente patogeno.