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Movida

Sabato in centro: molta folla e poche mascherine

21 settembre 2020, 05:05

Sabato in centro: molta folla e poche mascherine

GIAN LUCA ZURLINI

 

Mettiamoci pure la voglia di ritrovare la normalità. E aggiungiamo il fatto di un clima che induce a uscire e a ritrovarsi come ai bei tempi (mai abbastanza rimpianti) del pre-Covid. Ma di certo, nell'ultimo sabato sera d'estate, il rispetto delle regole anti-Covid nel centro di Parma è stata l'eccezione e non la normalità. O, almeno, è quello che abbiamo potuto constatare con i nostri occhi viaggiando per le zone tradizionalmente più "battute" dai parmigiani (giovani, ma non solo) per un paio d'ore all'ora dell'aperitivo o, se si preferisce, della cena.

GHIAIA, CODE RAVVICINATE

In Piazza Ghiaia nel weekend si è tenuta la Festa dell'uva, in cui a tener banco era soprattutto il cosiddetto street food, assieme al buon bere. Se da un lato tutto è andato bene dal punto di vista dell'ordine pubblico, la stessa cosa non si può dire per le norme anti-Covid. Nelle file per acquistare cibo il distanziamento fra le persone era del tutto relativo e comunque certamente inferiore al metro richiesto. A questo si aggiungeva il fatto che la mascherina (che è obbligatoria dopo le 18 anche all'aperto in luoghi affollati) era indossata soltanto da una parte delle persone che erano in Ghiaia. E a non rispettare le regole non erano solo giovanissimi, ma anche trentenni e quarantenni. Unica regola sicuramente rispettata quella del distanziamento fra i tavoli, ma vanificata dal contesto generale.

ASSEMBRATI IN ALLEGRIA

Anche spostandosi di poche decine di metri, in piazza della Pace e in via Cavour, gli assembramenti erano numerosi. In particolare c'era il "Tutto esaurito", con molte persone anche in piedi, nelle "sedute" attorno alla vasca centrale della piazza, con musica anche ad alto volume e alcuni che ballavano. E lo stesso discorso valeva attorno ai monumenti a Verdi e al Partigiano, dove tutti erano seduti senza preoccuparsi del rispetto delle distanze e in pochi indossavano le mascherine. Meno affollato, invece, il prato, ma comunque con la presenza di diversi gruppi, anche di giovanissimi, ben ravvicinati tra loro.

FOLLA IN VIA FARINI

In via Farini, il "cuore" della movida alla parmigiana, l'affollamento era evidente. Tutti i tavoli di bar, enoteche e ristoranti erano pieni o in attesa di chi aveva prenotato, ma con distanze rispettate. Il problema però è che nella strada e nei borghi vicini erano numerosi i capannelli di persone dove in molti non indossavano la mascherina d'ordinanza. E così il divieto di assembramento, rispettato negli spazi gestiti dai locali, veniva invece tranquillamente violato a pochi metri di distanza. In pratica, se non fosse stato per le comunque tante persone che indossavano la mascherina (ma purtroppo altrettante erano quelle con bocca e naso scoperti), l'impressione era quella di ritrovarsi in un qualunque sabato pomeriggio di prima dell'arrivo del coronavirus.

CONTROLLI SPORADICI

A colpire, ancora una volta, era poi la quasi totale assenza di controlli. Solo nella zona del Duomo e del Battistero (non a caso quasi deserta) c'erano esponenti delle forze dell'ordine. Invece in piazza della Pace e piazza Garibaldi, almeno sino attorno alle 21, non si poteva notare nessuna auto delle varie forze dell'ordine. Questo mentre i monopattini con due persone sopra continuavano a sfrecciare tranquillamente e nessun guidatore (sicuramente non tutti maggiorenni) indossava il casco. Senza voler criminalizzare nessuno, il rispetto delle regole, nell'affollato sabato parmigiano del centro storico, sembrava essere affidato solo alla responsabilità dei singoli. Ma forse, anche senza sanzioni, una maggior presenza di forze dell'ordine sarebbe opportuna.

 

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GIAN LUCA ZURLINI Mettiamoci pure la voglia di ritrovare la normalità. E aggiungiamo il fatto di un clima che induce a uscire e a ritrovarsi come ai bei tempi (mai abbastanza rimpianti) del pre-Covid. Ma di certo, nell'ultimo sabato sera d'estate, il...

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