Sei in Gweb+

Lutto

Addio a Mirella, regina dei fornelli della trattoria del Grillo

di Roberto Longoni -

23 settembre 2020, 05:08

Addio a Mirella, regina dei fornelli della trattoria del Grillo

La sua cucina era un fortino a guardia della tradizione. Fa niente che le radici affondassero nel Piacentino: Mirella Bandini era custode della parmigianità più schietta che va in scena con un prologo (a volte atto unico) di torta fritta e salumi, per poi procedere con il resto. Lei era generale e soldato semplice al tempo stesso, alla trincea di fornelli della trattoria del Grillo a Vigatto: sempre pronta a impegnarsi fino all'ultimo granello d'energia e a dare anche l'ordine perentorio («perché il modo giusto di fare le cose è questo»). La sua ricetta di vita prevedeva forza di volontà, spirito di sacrificio e passione in parti uguali. Nemmeno il lockdown, quando a locale chiuso si potevano preparare solo piatti d'asporto, l'aveva tenuta lontana dal lavoro. E anche alla malattia, diagnosticata solo tre mesi fa, ha cercato di rispondere continuando a fare ciò che aveva sempre fatto: cucinare armata del sorriso di sempre. Il sorriso che si è spento l'altra notte in un letto della clinica Val Parma di Langhirano, dopo un ricovero in Oncologia al Maggiore. Qui, al suo capezzale, nell'ultima settimana, si davano il cambio il marito Pino Sartori e i figli Marco e Paolo. Lei non riusciva più a dire nulla: erano i suoi occhi a parlare, ogni volta che si riaprivano, trovando i propri cari. Stasera alle 20,30 a Vigatto sarà recitato il rosario nella parrocchiale dove domani alle 10 sarà celebrato il funerale. Le ceneri riposeranno a Bettola, nella cappella di famiglia.

Mirella Bandini era nata a Monticelli d'Ongina 70 anni fa. Sposata con Pino dal 1968, aveva deciso di venire a Parma nel 1974, poco dopo la nascita del secondogenito Paolo (quando Marco aveva 4 anni). La giovane coppia aveva «mirato al cuore» della città, rilevando il bar Orientale in piazza Garibaldi. Dopo 8 anni, la gestione di una mensa a San Polo di Torrile e poi del circolo Castelletto. Al Grillo di Vigatto, i Sartori erano arrivati nell'87. Quell'anno per loro cominciò non un nuovo lavoro, ma una nuova vita (con l'appartamento sopra la trattoria). Per una dozzina di mesi Mirella aveva imparato da chi l'aveva preceduta: poi aveva fatto da sé, attenta alle materie prime e all'esecuzione alla lettera delle ricette tradizionali, mentre il marito si occupava della cassa e della gestione del ristorante.

Sincera e genuina, abbondava nell'uso di un altro prezioso ingrediente: la generosità. Pronta a spendere almeno parte delle ferie per organizzare e realizzare con la parrocchia e la gente di Vigatto la Festa della torta fritta. Vicina alla casa protetta di Corcagnano, anche agli anziani degli Iraia a Parma amava offrire la trasferta a Vigatto per pranzi conditi con musica e allegria.

Impossibile parlare di pensione, per una cuoca tanto attaccata al proprio lavoro. Era rimasta in cucina, anche dopo aver passato il testimone a Marco e a Paolo ed essersi trasferita in città con Pino. Aveva più tempo per prendere il largo con il marito, a bordo del camper che una volta li aveva portati fino in Turchia. Ma alla fine tornava sempre al suo locale, nella cucina in cui ora trovava anche il nipote 19enne Niccolò, figlio di Paolo, che ha seguito le sue orme ai fornelli (il fratello Jacopo è ancora alle medie). Trasmetteva passione, Mirella. Così come ha trasmesso umanità agli universitari fuori sede che al Grillo hanno trovato un lavoro per pagarsi gli studi. Diventavano di famiglia. Così, ieri, ai Sartori sono giunti messaggi di cordoglio anche dalla Puglia o dalla Grecia. «Mirella è stata un po' la nostra mamma» c'è scritto. E un po' figlio di Mirella si è sentito chi ha ritrovato il sapore di casa nei suoi piatti.