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Carabinieri Forestali

«I funghi sequestrati? Vengono distrutti»

26 settembre 2020, 05:04

«I funghi sequestrati? Vengono distrutti»

In questi giorni, complice la stagione favorevole, sono iniziate le raccolte di funghi, con forte afflusso di cercatori. I Carabinieri Forestali, anche con il Reparto Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, hanno svolto decine di controlli sia nell’alta Val Parma sia nell’alta Val Taro.

I funghi rappresentano un importante elemento per il corretto equilibrio dei boschi. Esistono norme nazionali, regionali e locali che regolano le modalità di raccolta, sia a tutela dell’ecosistema, sia a tutela di alcuni aspetti sanitari.

Nei giorni scorsi, nel corso di decine di controlli, anche durante le ore notturne, sono stati sanzionati oltre trenta raccoglitori. Tra gli illeciti più comuni l’assenza delle prescritte autorizzazioni, i quantitativi eccedenti il consentito, la raccolta in giornate non consentite, la mancata pulizia sommaria dei funghi e il trasporto in contenitori non idonei.

Oltre alle sanzioni elevate, da un minimo di 50 a un massimo di 200 euro, per un totale di circa tremila euro, è previsto, per chi commette illeciti, il sequestro dei funghi raccolti. Solo ieri ne è stato sequestrato un quintale.

Si raccomanda inoltre la massima prudenza a garanzia dell’incolumità personale: purtroppo negli ultimi anni sono più i decessi di cercatori che hanno avuto incidenti nei boschi di quelli avvelenati da funghi, diversi inoltre i fungaioli che si feriscono o si perdono.

I Carabinieri Forestali indicano alcuni consigli relativi, sia alla sicurezza personale, sia al rispetto delle norme che regolano la raccolta. Documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie abilità fisiche e psichiche; comunicare i propri spostamenti prima di intraprendere l’escursione; evitare di inoltrarsi da soli nel bosco, la presenza di un compagno è garanzia di un primo soccorso; consultare, prima della partenza, i bollettini meteorologici e osservare costantemente sul posto l’evoluzione delle condizioni atmosferiche. In caso di mal tempo non sostare in prossimità di alberi, pietre ed oggetti acuminati perché potrebbero attirare fulmini; scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura adatta all’impegno e alla lunghezza dell’escursione: si consigliano calzature da trekking, cellulare, lampada e coltello da funghi. Inoltre: rispettare le giornate di chiusura, non raccogliere nelle ore notturne; se non si è certi della commestibilità del proprio raccolto, effettuare un controllo presso gli Ispettorati Micologici delle Asl e comunque, nel dubbio, astenersi sempre dal consumare funghi. Il raccolto giornaliero non deve superare il limite previsto per legge.

Niente in dono «La quantità requisita? Viene distrutta»

 Uno dei quesiti, che la gente si pone, di fronte ad eventi di questo tipo è: «Ma dove vanno a finire i funghi che vengono sequestrati?». 
Lo abbiamo chiesto al Colonnello Pier Luigi Fedele, comandante del Gruppo Carabinieri Forestali di Parma, lo stesso che ha coordinato queste ultime operazioni: «Se il quantitativo dei funghi è ridotto, o, soprattutto, se gli esemplari sono misti, di bassa qualità e malconservati, noi, - ha spiegato il Comandante, che è pure micologo - di norma provvediamo alla distruzione sul posto. Se, invece, si tratta di funghi belli e sani, dopo aver redatto un verbale con tutte le indicazioni, li poniamo a disposizione delle Unioni dei Comuni, che sono in pratica, territorialmente, «i padroni dei funghi» e che decidono poi loro come destinarli. Questo vale per Langhirano e Borgotaro».
 Quindi voi, ne effettuate solo il sequestro? «Esattamente. Il nostro è un sequestro amministrativo, mentre le Unioni dei Comuni, ne effettuano la confisca». 
Per quanto riguarda, ad esempio, l’Unione Taro-Ceno, il presidente  Francesco Mariani, ci ha spiegato che «l’ente non può effettuare alcuna attività commerciale, per cui non può né venderli, né donarli, per ragioni strettamente sanitarie e di conservazione, per cui i funghi (a differenza di quanto accade in altre regioni) vengono interamente distrutti».  F.B.