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La protesta continua

Gli studenti: «Bus pieni, classi pollaio e laboratori spariti. Come mai non si investe sulla scuola?»

di Mara Varoli -

26 settembre 2020, 05:06

Gli studenti: «Bus pieni, classi pollaio e laboratori spariti. Come mai non si investe sulla scuola?»

«Come mai, come mai, i soldi alla scuola non li date mai?». Alla manifestazione studentesca il coro si è ripetuto più volte: distanziati e mascherati, i ragazzi a turno hanno preso la parola per protestare sulle incertezze della scuola ai tempi del covid: «E questa piazza - hanno promesso - è solo l'inizio». A Parma come in altre città italiane, gli studenti hanno manifestato per quasi due ore: a Barriera Bixio, davanti alla fermata della Tep, dove è stato appeso un lungo striscione: «Bus pieni, classi pollaio, pochi docenti: conquistiamo il rientro in sicurezza».

«Se siamo tutti qua oggi a manifestare vuol dire che ci siamo sentiti privati della tutela della propria salute - ha attaccato Mattia Boselli, 17 anni dell'Itis di Fidenza -. Il distanziamento sugli autobus non c'è, siamo ammassati come tutti gli altri anni, come se poi fosse una cosa normale, a volte non potendo nemmeno salire da tanto sono pieni, sforando il numero massimo di persone trasportabili ed ogni norma di sicurezza». Ha citato la linea che va da Fidenza a Salso e che arriva a Parma, i 23 che passano da Noceto e Fontanellato, il 12 per Langhirano: «Dove sono le corse bis? Dove sono il Comune e la Provincia? - ha continuato -. Dove sono gli aiuti da parte dello Stato?». Insieme a Boselli e al presidente della Consulta Matteo Battilani, anche Daniele Devito, rappresentante del liceo Ulivi, che si è concentrato sul sovraffollamento delle classi, «che rende particolarmente difficile, se non impossibile, mantenere le distanze: avete mai visto fondi per l'edilizia scolastica? I soldi ci sono, ma non vengono spesi per noi studenti. Non dobbiamo abbassare la testa, dobbiamo essere più attivi: la scuola è ciò che ci fa crescere». Il microfono è passato a Mattia Dall'Aglio, 17 anni, del liceo Ulivi: «No alla didattica a distanza come pretesto. La scuola pubblica non è una priorità del Governo, anzi guai a chiedere finanziamenti per l'istruzione e per la sanità». «Perché il Comune non ha messo a disposizione nuovi spazi? - è intervenuto Federico Di Mauro del liceo Toschi -. Ce ne sono tantissimi e io mi trovo a non avere più un laboratorio. Bisogna trovare soluzioni per ogni scuola: dobbiamo far sì che le nostre rivendicazioni vengano ascoltate». E Davide Calandruccio della 5ªB del liceo Romagnosi ha ricordato: «Ci hanno persino vietato di fare le assemblee quest'anno per il problema del distanziamento. E sull'autobus invece il problema non c'è?». Il coro ha ripreso: «Rientro a scuola senza professori: Azzolina dimissioni». La protesta non è finita: appuntamento giovedì alle 14,30 in piazza della Pace.