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Animali

Gattina respinta al canile, è polemica

di Roberto Longoni -

27 settembre 2020, 05:04

Gattina respinta al canile, è polemica

La chiameremo «Non ho più l'età». Docile e affettuosa sorianina bianca e grigia, il naso, già spellato per l'incontro ravvicinato con un guaio di strada, le è stato di nuovo ammaccato da una porta sul muso. La micia è stata respinta dal gattile municipale dopo essersi smarrita o forse essere stata abbandonata dalle parti di piazzale Maestri. Poco probabile che sia selvatica: senza una trappola adeguata e la dovuta pazienza, un felino non domestico fa mangiare la polvere a chi si metta in testa di catturarlo.

In ogni caso, la buona samaritana che l'ha tolta dalla strada la sua bella sudata l'ha fatta: inseguire una gatta terrorizzata, con il rischio di farla finire sotto un'auto, non è impresa semplice. Così, quando è arrivata in via Melvin Jones con la micia nel trasportino prestato da un'amica, la signora era certa di essersi lasciata alle spalle la parte in salita della mattinata.

Non era così. «È un animale di almeno quattro mesi, autosufficiente: lo riporti dove l'ha trovato» si è sentita rispondere. La signora è rimasta con il trasportino in mano. Alla fine, la gatta, affidata a una volontaria, è stata messa in «stallo», in attesa d'adozione. Se non altro, non è di nuovo in strada.

Una quindicina di giorni prima si era verificato un caso analogo. Ora il Comune finisce nel mirino degli animalisti. Le associazioni tirano in ballo Nicoletta Paci, presente proprio quel mattino a una riunione con il suo staff in via Melvin Jones. Interpellata dalla Gazzetta, la titolare della delega al Benessere animale nega di sapere qualcosa della vicenda. «Ero a quella riunione, sì - sottolinea - ma il caso non è stato portato alla mia attenzione, quindi non ho nulla da dire. Comunque, esiste una legge regionale e nazionale che prevede che i gatti liberi sul territorio non siano toccati».

«Sono senza parole - dichiara Lella Gialdi, presidente dell'Enpa, a nome anche delle altre sigle animaliste -. Le amministrazioni comunali hanno sempre avuto rapporti con le associazioni, per cui se nel canile municipale non c'è posto, si cerca una soluzione con i volontari. Una collaborazione in linea anche con il regolamento del canile, che tra l'altro prevederebbe l'accoglienza di un micio come questo. Rimettere in strada un animale che di certo non è in grado di provvedere a se stesso e che magari si è smarrito è una scelta che non possiamo condividere. Non vedo perché una struttura pubblica, pagata con i soldi dei cittadini, debba comportarsi così, tra l'altro proprio in un periodo in cui, a causa dell'emergenza Covid, il randagismo presenta ancora più problemi. Non possiamo accettare che gli animali vengano trattati con questa superficialità».

Del resto, il manuale procedurale allegato al regolamento del Polo integrato animali d'affezione mette nero su bianco che, oltre a quelli «incidentati», bisognosi di ospitalità «per comprovati motivi sanitari» o per «accertate abitudini domestiche, non inseribili in colonie feline», possano essere ospitati gatti non autosufficienti (ad esempio gattini).

Ma quand'è che un gattino smette di essere tale, diventando a tutti gli effetti un felino in grado di bastare a se stesso? «Non certo a quattro mesi: ne servono almeno altri due - sottolinea Dimitri Monica, veterinario super partes di lunga esperienza -. A quell'età un micio ha ancora i denti da latte e non è in grado di procacciarsi il cibo, specie se è stato abbandonato o è comunque cresciuto in un'abitazione fino a poco prima. Se non ha la mamma accanto, in città non ha certo un futuro assicurato».

Come potrebbe averlo un cucciolo? Perché è di questo che si parla, secondo un altro veterinario che ha curato non poche generazioni di gatti. «Può cominciare a essere appena appena autonomo a sette-otto mesi - sottolinea Giorgio Mezzatesta -. Ma solo se ha avuto il giusto imprinting. Se è un gatto di appartamento, avrà comunque parecchie difficoltà. Se poi è di quattro mesi, può sopravvivere solo grazie alla carità dei passanti, rischiando ogni giorno». Innanzitutto di essere investito. Per gatti «vecchi» quattro mesi, basta un attimo per passare dall'essere autosufficienti secondo il giudizio altrui ad auto-travolti nei fatti.