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Intervista

Bisio e Alberti, attenti a quei due

28 settembre 2020, 05:04

Bisio e Alberti, attenti a quei due

MARA PEDRABISSI

 

Attenti a quei due: Vincenzo (Claudio Bisio) e Saverio (Gigio Alberti), coppia di antieroi così spietati da diventare comici. Lo spettacolo «Ma tu sei felice?» è nato artigianalmente, durante il lockdown, figlio delle pagine del libro omonimo di Federico Baccomo, a metà tra lettura teatrale e serie web (gli episodi si trovano ancora in rete, divertente scoprire come è stato "costruito"). Da giugno il tour, in carne e ossa, senza i "magheggi" del chroma key. L'ultima tappa sarà proprio a Parma, sabato 3 ottobre alle 20.30 sul palcoscenico del teatro allestito nel Parco Ducale per il Festival Verdi (info 0521-706214, info@arciparma.it).

Nell'attesa, abbiamo messo faccia a faccia Claudio Bisio e Gigio Alberti per un'intervista doppia.

In «Ma tu sei felice» date voce a due uomini benestanti, oltre «l’orlo» della cinquantina, un po’ vanitosi, forse ex yuppies, ma teneri... Ce li raccontate?

Gigio: Teneri non direi... sono simpatici sì ma perché il loro livello di idiozia supera ogni limite. Così eccessivi da ispirare la risata, ma tenerezza nooo...

Claudio: D'accordissimo con Gigio. Aggiungo che l'autore, Baccomo, ha chiamato i due Vincenzo e Saverio. Gli abbiamo chiesto perché questi nomi particolari e non Paolo e Mario, per dire. Ebbene perché Vincenzo è "vincente" e Saverio è "sapiente". Poi cosa vinca uno e cosa sappia l'altro è tutto da dimostrare... Vorrebbero essere degli "hommes savantes" ma sono ignoranti, parlano di tutto senza sapere niente.

Infatti, parlano di tutto: dell’asprezza della vita, dei figli dei tradimenti, ma con la leggerezza della chiacchiera da bar. In qualcosa vi ritrovate o proprio niente?

Claudio: Hanno una voglia di dire tutto su tutto che un pochino mi appartiene. Ma poi c'è tanto di diverso. Però mi diverte molto interpretare Vincenzo, un personaggio così "negativo" non mi era mai capitato, né a teatro né al cinema.

Gigio: Credo che ognuno abbia dentro di sé il pensiero di Vincenzo e Saverio. Ognuno di noi, almeno una volta al giorno, ha la tentazione del "politicamente scorretto". Poi, se è educato, se lo corregge, se lo rimette in tasca. C'è un'altra cosa loro che mi diverte e forse appartiene a tutti, anche a me: una certa ottusità nell'affrontare i problemi, per cui vai avanti come un panzer e non ti rendi conto che il problema sei tu.

Il pubblico come reagisce?

Claudio: Ride tanto, di fronte alle scorrettezze, agli strafalcioni. Spero sia una risata che denuncia un distacco, ma non sempre ne sono convinto. Faccio un esempio: c'è un punto in cui Gigio, quando sente la parola "evasione fiscale", fa gli scongiuri, gestacci, quasi fosse una malattia... Lì il pubblico si sbellica, applaudisce... e a me resta il dubbio: da che parte sta?

Gigio: A un certo punto, il pubblico non sa più chi è Vincenzo, chi è Saverio, chi è Claudio, chi è Gigio. E' come se assistesse veramente a un dialogo da bar. Per alcuni può risultare eccessivo, per altri è "all'acqua di rose" rispetto a ciò che si sente davvero al bar. Di fatto la stupidità, che nel profondo è pericolosa, a livello superficiale fa sempre molto ridere.

Nel titolo c'è la parola felicità. Un parolone. Cosa ci si avvicina di più?

Silenzio... Poi Gigio: I due rifuggono alla domanda "Tu sei felice?". Ed è chiaramente una domanda che viene fatta da una donna, perché gli uomini ci passano sopra come carrarmati...

 

Claudio: No, non è vero. Il mio personaggio, all'inizio, come prima domanda ti chiede "Ma tu sei felice?". Prova a vedere se ti ricordi cosa risponde il tuo Saverio.

Gigio: Sì, ma tu mi fai la domanda perché te l'ha chiesto tua moglie e non hai saputo rispondere...

Abbiamo capito... I vostri personaggi hanno una grande complicità. Anche voi siete amici da molto tempo, dagli esordi all’Elfo... e poi «Mediterraneo» (1991), film da Oscar di Salvatores...

Gigio: Sì, sì e un sacco di altri film e qualche altro spettacolo teatrale.

Claudio: Ci siamo conosciuti ai saggi della scuola del Piccolo di Milano, a fine anni '80. Dunque son passati quarant'anni...

Alla milionesima volta che un intervistatore vi domanda di «Mediterraneo», Salvatores, eccetera, sinceramente, cosa rispondereste? Parolacce escluse.

Risata... Poi Gigio: No, rimane un film bellissimo, che la gente si ricorda ancora. E' un onore averlo fatto. Forse era così fuori dal tempo che non ha perso smalto col tempo. E pensare che non avevamo alcuna aspettativa mentre giravamo, neanche Salvatores credo. Un po' come è stato per questo spettacolo.

Claudio: A parte l'Oscar, aver preso parte a un film così è una fortuna. Poco tempo fa, una rivista - dico anche il nome, Ciak - ha svolto un sondaggio tra i lettori e "Mediterraneo" è arrivato secondo tra le commedie italiane del Novecento dopo "I Soliti ignoti". Per cui non ci stanchiamo mai di rispondere a domande su "Mediterraneo".

Abbiamo finito. Resta la domanda di rito: cosa dite al pubblico?

Claudio: Io sono incollato al meteo. Non mi è mai capitato di chiudere una tournée estiva il 3 ottobre. In questo momento a Parma danno pioggia venerdì ma sole sabato. Olé.

Gigio: Copritevi bene e venite perché mica facciamo mezz'oretta. Quando siamo, lì ci diamo dentro. Poi, visto che è l'ultima data, ci sarà una sorpresa.

 

MARA PEDRABISSI Attenti a quei due: Vincenzo (Claudio Bisio) e Saverio (Gigio Alberti), coppia di antieroi così spietati da diventare comici. Lo spettacolo «Ma tu sei felice?» è nato artigianalmente, durante il lockdown, figlio delle pagine del...

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