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Tribunale

Dieci mesi al «furbetto» del Telepass

29 settembre 2020, 05:08

Dieci mesi al «furbetto» del Telepass

Con le sbarre del carcere di Reggio Emilia, nel quale è detenuto per altra causa, un 43enne montecchiese ha ben pochi margini di manovra. Loro lo tengono dentro e basta, e lui non può fare che subire quei pezzi d'acciaio. Ma la sbarra ben più mobile e leggera del Telepass è riuscito a gabbarla un'infinità di volte, fino a quando non gli è stato presentato il conto. In denaro (tra multe, risarcimenti, spese processuali e di legali suoi e di parte civile) e in pena detentiva. È piovuto sul bagnato per chi già si trova recluso.

Che cosa portasse l'imputato a fare su e giù per l'autostrada non è emerso in aula. Viene quasi da sospettare che fosse il mestiere del montecchiese, visto che tra il gennaio e il marzo del 2015 l'uomo è stato ripreso un'infinità di volte, per altrettanti andate e ritorni, dalle videocamere di sorveglianza di diversi caselli autostradali affacciati sulle autostrade del nord. Seriate, Lodi, Parma e Terre di Canossa.

Un po' ovunque la targa della sua Lancia è stata immortalata dopo il passaggio a costo zero dalla corsia del Telepass. Per evitare il pagamento del pedaggio, la manovra era la solita, con l'auto dell'imputato che si incollava al retro di un'auto o di un camion diretti all'uscita con telepagamento: la sbarra si alzava per consentire il passaggio di chi effettivamente stava pagando e si abbassava quando era sfrecciato verso l'uscita anche il «clandestino». Peccato per quest'ultimo che alle furtive uscite assistesse sempre un inflessibile testimone, ossia l'impianto di videosorveglianza del casello, con gli obiettivi puntati proprio a immortalare i furbetti del Telepass.

Individuato il 43enne, la Società autostrade ha dato mandato a un'agenzia di riscossione crediti di far pagare pedaggi (per almeno 1.800 euro) e multe al montecchiese. Ma ogni lettera è rimasta inascoltata. Così, la denuncia. E ora la condanna a 10 mesi e 600 euro di multa (oltre alle altre spese) stabilita dal giudice Livio Cancelliere. Il pm Rino Massari aveva chiesto un anno e 4 mesi e 400 euro di multa.

rob.lon.