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Lutto

È morto Aldo Furlotti, il centenario che aveva sconfitto il covid

30 settembre 2020, 05:05

È morto Aldo Furlotti, il centenario che aveva sconfitto il covid

GIOVANNA PAVESI

 

Quest'anno aveva compiuto 100 anni, era stato contagiato dal coronavirus (che lo aveva costretto a un ricovero in ospedale) ed era tornato a casa dalla sua famiglia. Guarito, lucido e sano. Perché Aldo Furlotti, che se n’è andato lunedì mattina presto, nel sonno, nel suo appartamento di via Trieste 42, dopo una domenica come le altre, passata insieme alla moglie Fernanda e alle due figlie, è sempre stato una persona forte. Fino all’ultimo dei suoi giorni.

«A chi non l’ha conosciuto, lo descriverei come un uomo buono, caparbio e tenace. Un lavoratore instancabile, che ha molto amato lo sua famiglia. Non è mai andato al bar, nemmeno a prendersi un caffè, perché si dedicava solo al lavoro e a noi. Per se stesso non ha mai speso neanche un centesimo» racconta la figlia Patrizia, mentre lo ricorda.

Quella di Aldo Furlotti è stata una vita piena: iniziò a lavorare da ragazzino in una stalla, ma poi arrivarono gli anni della guerra (che lui non ha mai dimenticato) e la prigionia in America. Fece l’operaio, l’ortolano, aprì un laboratorio di astucci per bigiotteria e per tanto tempo gestì diversi distributori di benzina (anche di fronte allo stadio Tardini).

Negli ultimi anni, aveva scritto un libro di memorie delle sue esperienze in guerra, che la famiglia oggi vorrebbe pubblicare. «Ricordava molti particolari di quei fatti terribili e ce li raccontava ogni volta che eravamo tutti insieme», dice la figlia.

«Quando il Covid-19 lo ha colpito non si è assolutamente spaventato: in ospedale, i medici gli avevano spiegato che i familiari non potevano andare a fargli visita, ma lui era rimasto lucido. Quando gli abbiamo letto l’articolo dedicato alla sua guarigione, ha pianto come un bambino. È stato un regalo per lui», ricorda ancora Patrizia.

Nella sua ultima giornata passata con la famiglia, aveva chiesto che la figlia Marzia tornasse a salutarlo a casa una seconda volta. Lei lo aveva fatto e lui si era tranquillizzato. «Forse quello era un segno», spiega Patrizia, che aggiunge: «Sono serena, perché mio padre ha vissuto bene la sua vita. È stato curato, è stato in casa con la moglie e i suoi familiari, non è morto in ospedale o lontano dai propri affetti. Questo dà sollievo. Purtroppo, però, c’è un inizio e una fine nella vita».

I funerali saranno celebrati oggi alle 9, nella chiesa del Cristo Risorto di via Venezia, poi il feretro sarà accompagnato al tempio di Valera.

 

GIOVANNA PAVESI Quest'anno aveva compiuto 100 anni, era stato contagiato dal coronavirus (che lo aveva costretto a un ricovero in ospedale) ed era tornato a casa dalla sua famiglia. Guarito, lucido e sano. Perché Aldo Furlotti, che se n’è andato...

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