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Scuola

A Parma mancano i bidelli: in mille hanno rifiutato. I presidi: «Scandaloso. Gli spazi vanno igienizzati»

di Mara varoli -

01 ottobre 2020, 05:08

A Parma mancano i bidelli: in mille hanno rifiutato. I presidi: «Scandaloso. Gli spazi vanno igienizzati»

La scuola di Parma? Tutti a caccia di bidelli e di insegnanti covid.

IL PERSONALE ATA

«Ho chiamato 1.600 persone ma su trecento sono avanzati circa 50 posti per collaboratori scolastici - conferma la preside Alessandra Melej -, per cui più di mille persone hanno rinunciato o non si sono presentate». Oltre mille hanno detto no, in quanto il resto delle 1.600 persone chiamate dal Provveditorato ha accettato l'incarico come amministrativi o tecnici. Alessandra Melej ha lavorato tanto per garantire il personale Ata alle scuole, ma ancora mancano circa 50 collaboratori scolastici in tutta la provincia, con contratto fino al 30 giugno: quelli che una volta si chiamavano «bidelli». Senza dimenticare che ci sono ancora da assegnare i posti covid. Un vero guaio se si pensa al super lavoro che devono affrontare le scuole per garantire spazi nel rispetto delle normative anti-covid: tra i compiti dei collaboratori scolastici c'è quello di igienizzare gli ambienti.

GLI INSEGNANTI

La Melej insieme ad Andrea Grossi e all'Ufficio scolastico provinciale con il coordinamento di Milena Luongo hanno fatto davvero creato una task force per le nomine. E per quanto riguarda gli insegnanti la situazione non è per nulla preoccupante: domani ci sarà l'ultima convocazione per disponibilità di posti e per rinunce. Ma alla fine, per quanto riguarda le cattedre con contratto fino al 30 giugno il sistema Parma ha davvero funzionato: alle elementari e all'infanzia mancano ancora pochi posti, solo due gli incarichi non ancora affidati per il sostegno; alle medie mancano sette spezzoni di 12 o 13 ore e un posto di sostegno; alle superiori cinque posti e due spezzoni. Alla primaria e all'infanzia però le graduatorie provinciali sono esaurite e per le supplenze brevi si andrà sulle graduatorie d'istituto e quindi saranno le scuole stesse a chiamare gli insegnanti.

IL PERSONALE COVID

Un grande punto interrogativo riguarda invece il personale covid, quello che dovrebbe essere assunto con gli investimenti straordinari assegnati dal Governo per garantire le lezioni in presenza a tutti gli studenti: «E' l'organico più difficile da trovare - assicura il preside Andrea Grossi -, in quanto il contratto di riferimento garantisce l'assunzione fino al termine delle lezioni, perché nel caso la scuola chiudesse il contratto viene sospeso con la conseguente perdita di stipendio. Al liceo Sanvitale stiamo partendo con la richiesta di bidelli covid. Siamo anche alla ricerca di supplenze temporanee e non è facile trovare persone che rispondono». Le chiamate per l'organico covid sono iniziate in questi giorni: ogni scuola ha ricevuto un finanziamento che serve per garantire l'assunzione di insegnanti covid o personale Ata covid. Ad esempio, all'istituto comprensivo Montebello «siamo in attesa di due collaboratori scolastici - spiega ancora la preside Melej - e tre insegnanti».

«Si fa una fatica con il personale covid - lamenta il preside Aluisi Tosolini -, perché il contratto dura fino al 5 giugno e in caso di un lockdown si è licenziati e poi una volta terminata la chiusura si è riassunti. Ma è scandaloso non trovare nessuno. Al Bertolucci per i bidelli covid mancano tre persone e martedì abbiamo fatto 400 chiamate e ieri altre 400. Per gli insegnanti covid mancano due posti per 18 ore uno per il sostegno e uno che verrà diviso tra matematica e italiano. In Val Ceno stiamo chiamando per un posto per l'infanzia, uno per la primaria e 16 ore tra italiano, matematica e inglese. E anche qui stiamo cercando tre bidelli covid».

«Abbiamo chiamato gli insegnanti covid per l'infanzia e la primaria e ora tocca alle medie - aggiunge Pier Paolo Eramo, preside dell'istituto comprensivo Parma Centro -. Il problema è che arrivano persone con pochissima esperienza perché ormai siamo in fondo alle graduatorie. C'è poi la questione tempo: tutta la macchina è in ritardo, perché la scuola è iniziata il 14 settembre e invece siamo qua a chiamare insegnanti e bidelli in ottobre: le graduatorie non sono fatte per rispondere ai problemi reali, perché devi chiamare 100 persone per averne due. Oggi più che mai i collaboratori scolastici sono importanti perché con le regole anti-covid si deve spazzare, lavare e sanificare, oltre alla sorveglianza: il personale avrebbe bisogno di tempo e formazione». Oggi pomeriggio intanto gli studenti si ritroveranno in piazza della Pace alle 14,30 per continuare la protesta.