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Cantiere

Autosole, intervento della supergru sul viadotto sul Taro

01 ottobre 2020, 05:05

Autosole, intervento della supergru sul viadotto sul Taro

ROBERTO LONGONI

Più vecchio del ponte Morandi, il viadotto dell'Autosole sul Taro aveva bisogno di un intervento. Un «ritocco» di un'ottantina di tonnellate, da realizzare con la megagru di Dini di classe 500 ton. Supervisore tecnico per conto della ditta di Noceto di questa operazione coordinata dalla Divisione cantieri stradali, l'azienda appaltatrice della manutenzione ordinaria e straordinaria per la Società autostrade, è stato Giovanni Capretti, ingegnere con un passato in Pizzarotti e Cometal. Tizzanese, 47enne, sposato e padre di tre figli, Capretti è uno dei padri del nuovo ponte di Genova: a questo progetto colossale ha lavorato come direttore tecnico di cantiere e responsabile delle operazioni di montaggio per Fincantieri-Infrastructure. Due diverse corse contro il tempo, quella sul Polcevera e quella sul Taro: la prima, ad altissimo tasso di complessità, durata mesi; l'altra, da completare con un blitz di poche ore. Operazione a sua volta con qualche insidia, comunque. Come quella relativa alle incognite rappresentate da una struttura costruita una sessantina di anni fa, senza tutti gli studi progettuali che accompagnano le opere di oggi. «Quando vai a smontare strutture di questo tipo, non sai mai che cosa ti aspetti» sottolinea Capretti.

In questo caso, è andata meglio del previsto. Già, perché per lo «svaro» della trave di bordo di calcestruzzo su una delle prime campate del viadotto sulla corsia Nord era stato predisposto lo stop al traffico sulla corsia diretta a Milano e un restringimento di carreggiata sulla Sud dalle 22 di martedì alle 5 di ieri. Tutto è filato liscio, e l'obbligo di uscita al casello di Parma (con relativo rientro a Parma Ovest o a Fidenza) è durato molto meno.

All'1,30, dopo il taglio della soletta stradale, l'autogru (un bestione che non ha uguali nel raggio di 300 chilometri) estendendo il braccio per 48 metri, pilotata con maestria da Roberto Landi, gruista parmigiano di ventennale esperienza, aveva già smantellato la trave, tagliata in due pezzi, uno di 45 tonnellate, l'altro di 43. Il traffico sull'Autosole è potuto tornare normale di lì a poco. Solo il restringimento di carreggiata che resterà fino a fine lavori è rimasto a testimoniare che il viadotto si sta rinnovando. Nei prossimi giorni (anche allora con relativa chiusura dell'autostrada, ma questa volta ancora più breve), si passerà alla seconda fase dell'operazione, con l'installazione della trave metallica, sempre grazie all'autogru della ditta Dini e con la supervisione dell'ingegnere tizzanese. Quindi, si procederà al completamento dell'operazione, con la copertura delle parti sostituite con il cemento.

 

ROBERTO LONGONI Più vecchio del ponte Morandi, il viadotto dell'Autosole sul Taro aveva bisogno di un intervento. Un «ritocco» di un'ottantina di tonnellate, da realizzare con la megagru di Dini di classe 500 ton. Supervisore tecnico per conto...

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