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CINEMA

Borgotaro, Pierfrancesco Melley: «Io a Venezia»

di Valentina Cristiani -

01 ottobre 2020, 05:04

Borgotaro, Pierfrancesco Melley: «Io a Venezia»

Dopo le parti nel film americano «The little hours» e aver fatto la controfigura di Lorenzo De Medici (Daniel Sherman) nella fiction I Medici 3, proiettata su Rai 1 lo scorso inverno, il 24enne borgotarese Pierfrancesco Melley ha calcato il Red Carpet del Festival del Cinema di Venezia. «Non me lo aspettavo, mi è arrivata la mail di invito all’ultimo momento e non ho avuto ancora il tempo di realizzare il significato di tutto ciò. E’ stata una cosa importantissima che mi ha ulteriormente motivato a spingere sull’acceleratore nella mia carriera artistica. Essere presente in un contesto dove ci sono attori e celebrità di livello mondiale non è stato semplice. Il ricordo dell’imbarcadero con tutti i fotografi e le tv che ti riprendono e ti accompagnano lungo questa meravigliosa passerella fino al punto dove vi sono mille luci, centinaia di fotografi e altrettante tv che ti invitano a fermarti e scattano ripetutamente foto... ti fanno rendere conto della grandezza della situazione. Adrenalina pura». Quale è stata l’emozione del suo primo «ciak si gira» durante le riprese di «The little hours»?

«E' stato il mio battesimo sul set. Il primo ciak è stato traumatico. Durante le riprese, senza che la produzione mi avesse avvisato, l’attore principale mi tagliò una ciocca di capelli e per me fu un trauma. Fino al punto di aver esclamato in inglese: “Are you crazy”? I miei capelli sono intoccabili».

La sua carriera è iniziata nell’ambito musicale a 14 anni con la partecipazione prima al festival di Saint Vincent, dove si classificò al secondo posto, e poi al festival di Castrocaro arrivando alle semifinali in tour su Rai 1. Fino alla collaborazione coi Pooh per due anni come corista. Cosa ha appreso da queste leggende? «Una grande scuola, dove ho imparato molto bene il controllo della voce, la cura e la musica. i Pooh oltre ad essere musicisti a 360 gradi, sono persone di grande cuore, mi hanno fatto sentire sempre a mio agio in ogni occasione. Hanno arricchito oltre al mio bagaglio musicale, quello umano».

Si sente più attore o musicista?

«Sono nato musicista ma sono attratto dal mondo del cinema e della moda dove spesso e volentieri mi capita di lavorare. Dire che preferisco una cosa ad un’altra no. Sono pronto ad affrontare qualsiasi lavoro mi venga proposto. Naturalmente la valutazione sarebbe d’obbligo».

Il sogno nel cassetto?

«Sono un eterno sognatore. Sicuramente raggiungere una maturità artistica che mi permetta un domani di poter andare in tv».