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Denuncia

«I cacciatori sparano sotto casa mia: colpita da un pallino»

di Roberto Longoni -

02 ottobre 2020, 05:07

«I cacciatori sparano sotto casa mia: colpita da un pallino»

Abitava nella Bassa, Brunella Reverberi, in una zona ad alta tradizione venatoria. Ma tutt'intorno, a proteggerla dalle fucilate, c'erano l'argine del Po e una barriera inequivocabile di cartelli di divieto di caccia. Un'oasi per la fauna selvatica e anche per lei. Quattro anni fa, però, decise di traslocare nella casa dei genitori a Beneceto. «Più comodo - pensò -. A un tiro di schioppo dal centro...». Sarà anche più urbano, come ambiente, ma in realtà, da allora, a ogni apertura della stagione di caccia, la signora Reverberi dai tiri di schioppo si è trovata circondata. E ieri mattina è stata anche impallinata. A centrarla, in realtà, è stato un pallino solo: l'ha colpita come una sassata a una tibia, mentre gli altri della cartuccia cadevano lungo il muro di casa. «Fossi stata più vicina al cacciatore, le conseguenze sarebbero state ben diverse: almeno all'ospedale sarei finita...».

È andata bene. La donna non ha dovuto ricorrere alle cure mediche, ma non per questo per lei l'incidente si conclude qui. Brunella Reverberi, infatti, non si è limitata a rispondere alla scarica di pallini con una raffica di grida: ha telefonato al 113, segnalando l'accaduto. E oggi - ha anticipato alla Gazzetta - si recherà in questura per sporgere una denuncia. «La misura è colma - sottolinea -. Non è possibile che qui si debba vivere in stato d'assedio a ogni apertura di stagione venatoria, finendo a portata di tiro dei cacciatori ogni giovedì e ogni domenica. Ci sono divieti troppo spesso ignorati in questa zona, anche perché magari i cartelli non sempre sono così chiari. E meno male che attorno al giardino ho una recinzione, altrimenti mi troverei un viavai di fucili nel cortile, come è capitato pochi giorni fa ai miei vicini».

I cacciatori, racconta lei, ieri mattina erano appunto appena oltre la rete del giardino, a una settantina di metri di distanza da casa, quando i suoi cani hanno dato segni di nervosismo. «Erano le 9,30, quando si sono messi ad abbaiare a più non posso - racconta Brunella Reverberi -. Sono uscita e ho visto un cacciatore nel prato di fianco a me. Un attimo dopo, lo sparo». Alle grida della signora, l'uomo con il fucile ha risposto allontanandosi come se niente fosse. E così gli altri due notati poco dopo in sua compagnia dalla donna. «Quando la pattuglia è arrivata, si erano già allontanati, ma i poliziotti hanno comunque raccolto i pallini accanto a casa mia. E nel giro di pochi minuti sono riusciti comunque a individuare i tre, nel frattempo diventati quattro».

I cacciatori sono stati identificati. Oltre a quella della donna è stata raccolta anche la loro testimonianza: ognuno ha categoricamente negato di aver commesso infrazioni o di aver sparato, anche per errore, verso la casa. «Tuttavia - commenta Brunella Reverberi -. io, per quanto disarmata, non sono affatto remissiva. Sono arrabbiata, e molto. Di questi tempi c'è da aver paura ad andare in campagna e nei boschi, perché c'è chi spara a ogni cosa che si muove. Ma è mai possibile che si debba temere per la propria incolumità perfino nel giardino di casa?»