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La truffa

«Mamma, devi aiutarmi». Ma l'anziana smaschera l'imbroglione

di Michele Ceparano -

04 ottobre 2020, 05:08

«Mamma, devi aiutarmi». Ma l'anziana smaschera l'imbroglione

«Quella voce sembrava proprio quella di mio figlio». Lei, però, non ha abboccato. Anche se, proprio per la somiglianza di quella voce all'altro capo del telefono, è rimasta piuttosto colpita da questa vicenda che ha dell'incredibile e che potrebbe svelare un nuovo modus operandi nel campo delle truffe telefoniche. Del resto, la signora, che ha 86 anni e vive a San Leonardo, pochi anni fa aveva sventato il tentativo di truffa di un falso idraulico. La sua storia era finita sulla Gazzetta ed era stata contattata da Mediaset per raccontare come aveva smascherato il malvivente. Cosa che ha fatto anche nei giorni scorsi. Intorno alle 14 a casa sua squilla il telefono. La voce dall'altro capo è molto simile a quella del figlio. A una persona distratta potrebbe sembrare identica. «Mamma, sei sola in casa?».

Alla risposta affermativa l'interlocutore continua dicendo di essere «molto in difficoltà, per cui quello che ti sto per dire deve rimanere tra noi». La donna capisce che qualcosa in quella voce non va e gioca l'asso. «Non ci credo che tu sia mio figlio - ribatte - ma per vedere se mi stai dicendo la verità, rispondi a questa domanda. Come si chiamava tuo padre?».

Siccome dall'altra parte non giunge risposta, la donna esclama che avrebbe chiamato i carabinieri. Dopo aver messo giù telefona alla figlia sul cellulare e poi ancora a suo figlio ed entrambi la prendono «a male parole per non aver ascoltato la precedente richiesta di aiuto». I due figli della donna, quelli veri, però quelle chiamate non le hanno mai ricevute.

«Stessa storia - racconta la figlia - anche con la telefonata fatta a mio marito». L'anziana vacilla: la voce sembra proprio quella del genero.

L'86enne, però, è una persona dalle mille risorse e compone anche il numero della fidanzata del nipote. Stavolta, risponde quella vera e la ragazza avvisa tutti. Poi la figlia telefona ai carabinieri. «Ma chi potevano essere quelle persone - si chiedono i familiari - che parlavano più o meno con le nostre voci? Come fanno a riprodurle?».

Diverse le ipotesi, prova ad azzardare un esperto di telefonia. «Non è escluso che quando l'anziana ha interrotto la comunicazione abbia subito sollevato il ricevitore e si sia trovata di nuovo a parlare con i malviventi senza rendersene conto. E che questi abbiano provato a imitare le voci. Ma è possibile anche che siano riusciti a clonare la scheda di un cellulare - aggiunge - oppure a intercettare la linea di un telefono fisso».

Quanto alle voci? «Potrebbero essere state generate da sofisticati sistemi digitali - risponde -. Però, prima bisogna captarle. Magari telefonando per falsi sondaggi. Le voci registrate si possono riprodurre con un modulatore, ma si tratta di tecniche che più presumibilmente si usano per grandi truffe». L'importante conclude la figlia, è che «nostra madre non sia caduta in trappola. Ma raccontiamo questa vicenda per invitare tutti a non fidarsi mai di telefonate di questo genere». Nemmeno se chi telefona ha una voce conosciuta.

 

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