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PERICOLO CONTAGIO

Accalcati e senza mascherina: la movida ignora le regole anti-Covid

05 ottobre 2020, 05:08

Accalcati e senza mascherina: la movida ignora le regole anti-Covid

PIERLUIGI DALLAPINA

La fotografia è la solita da quando è scattato il «tana libera tutti»: zero mascherine e tutti ammassati in pochi metri di strada, mentre i residenti cercano invano di dormire. Ma il sonno arretrato, almeno per ora, non è l'aspetto più preoccupante denunciato da chi vive in piazzale San Lorenzo. A spaventare sono gli assembramenti che ogni weekend si formano sotto le loro finestre dalle 23 fino alle 2.30, quando il popolo della movida molla i bicchieri e inizia a tornare a casa, riportando il silenzio e il vuoto là dove, fino a pochi minuti prima, si faceva fatica a passare.

La foto grande a fianco testimonia come il tanto invocato distanziamento sociale, in piazzale San Lorenzo sia rimasto lettera morta. Fuori dai locali di via Farini e nelle laterali sembra esserci meno calca, come dimostrano le tre foto a fianco scattate ieri sera, ma purtroppo si ritrova la stessa noncuranza verso le regole anti-Covid.

Chi decide di uscire e di trascorrere la nottata tra una chiacchiera, un cocktail o una birra non sembra spaventato dal rischio contagio che è sempre in agguato là dove c'è folla. Certo, ora che nessuno è più costretto a rimanere rintanato in casa, chi ne ha voglia ha il diritto di vedersi con gli amici e di trascorrere la serata (o meglio, la nottata) in uno o più locali del centro.

Però oltre al diritto di uscire, di divertirsi e di stare in compagnia esiste anche un dovere: quello di evitare il contagio e i modi per ridurre la diffusione del virus sono stati ripetuti allo sfinimento. Distanza di almeno un metro tra le persone, mascherina e lavaggio frequente delle mani. Ma il popolo della movida sembra faticare tantissimo a mettere in pratica queste tre semplici regole. Ne sa qualcosa il gestore del Peter Pan, costretto ad alcuni giorni di chiusura dopo che davanti al suo locale le forze dell'ordine avevano notato un assembramento di oltre 200 persone.

Subito dopo la chiusura c'è stato chi ha parlato di due pesi e due misure, postando su Facebook la foto di altri assembramenti, sempre in via Farini, rimasti impuniti.

«Si serve solo chi è ai tavoli», aveva replicato l'assessore al Commercio, Cristiano Casa, ricordando ai gestori di non servire le persone senza un posto a sedere. Della serie: vietato gironzolare su marciapiedi e strade come accadeva prima del coronavirus.

Nei prossimi giorni il popolo dell'aperitivo e delle notti da bere dovrà fare i conti con nuove restrizioni. Da una parte ci saranno quelle decise dal Comune e sostenute - durante un consiglio comunale ad alta tensione - proprio dall'assessore Casa per limitare gli orari di apertura dei locali in tante nuove strade della città. La regola generale, che ha scatenato le proteste delle associazioni di categoria, è questa: chiusura a mezzanotte da domenica a giovedì e all'una da venerdì a sabato.

Dall'altra parte, in settimana è previsto un nuovo Dpcm che potrebbe - il condizionale è d'obbligo - essere ancora più restrittivo, facendo scattare per tutti il coprifuoco alle 22 o alle 23. Si parla anche di schierare l'esercito per i controlli e l'obiettivo dei nuovi divieti è sempre quello: limitare i contagi prima che la situazione sfugga di mano. Purtroppo i numeri non sono incoraggianti: in Italia i nuovi infetti ieri erano 2.578, mentre sabato è stato toccato il picco di 2.844 nuovi casi.

 

PIERLUIGI DALLAPINA La fotografia è la solita da quando è scattato il «tana libera tutti»: zero mascherine e tutti ammassati in pochi metri di strada, mentre i residenti cercano invano di dormire. Ma il sonno arretrato, almeno per ora, non è...

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