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Lutto

Bertoletti, la firma di gastronomie, bar e del bowling

05 ottobre 2020, 05:06

Bertoletti, la firma di gastronomie, bar e del bowling

ROBERTO LONGONI

Macellerie con ogni tipo di carni, gastronomie debordanti di salumi e formaggi, luccicanti gelaterie e bar, supermercati di quartiere. Alle vetrine della nostra abbondanza fu lui a dare un volto. Lui che - come molti della sua generazione - era andato a scuola dalla fame. In realtà, lo aveva cercato lei, lei si era imposta come maestra: Gian Carlo Bertoletti ne avrebbe fatto volentieri a meno. Figlio di una famiglia contadina, ricca solo della forza delle braccia, a cacciare rane, anguille e bisce imparò poco dopo aver smesso di gattonare. Scoperto quando e come in un salumificio di Vigatto veniva servito il pastone ai maiali, trovò il modo di attingere di nascosto dalla canalina di approvvigionamento delle porcilaie. Meglio la «zotta» rubata che la pancia vuota. Aveva appena imparato a badare a se stesso, quando a sette anni dovette farsi adulto per accudire il fratellino: il padre era in guerra e la madre in fabbrica. Sarà anche stato per questa fame, l'università di chi ha la licenza elementare, che Bertoletti non smise mai di imparare, diventando il guru dell'arredamento (e dell'avviamento) di molti negozi del nostro territorio. È morto dopo una breve malattia. Aveva da poco compiuto 87 anni. Domani alle 20,30 al Corpus Domini sarà recitato il rosario. Mercoledì alle 14,30 (ma data e orario saranno confermati nell'annuncio della famiglia), nella stessa chiesa, saranno celebrati i funerali.

Quindicenne, Gian Carlo lasciò Vigatto per Milano, per lavorare come magazziniere, e quel magazzino fu anche la sua casa. Qui, per risparmiare qualcosa del magro stipendio, s'ingegnava a trasformare in letto anche il più scomodo bancale. Ma teneva gli occhi e le orecchie aperti, pronto a cogliere le occasioni (caratteristica che lo avrebbe accompagnato per il resto dei suoi giorni: spesso gli è capitato di rivendere, ricavandoci un buon guadagno, case e terreni appena acquistati). E così, dopo diversi lavori, alla fine degli anni '50, approdò alla Cimbali di Binasco, industria di macchine da caffè. Da dipendente presto si propose come agente di vendita indipendente, chiedendo una percentuale sulle vendite. Con il suo Vespino, prese a setacciare le strade della città, della Bassa e dell'Appennino. Ci sapeva fare: guadagnava la fiducia dei clienti, sapeva diventare loro punto di riferimento. In pochi mesi, quadruplicò il reddito. Più volte fu premiato tra i migliori venditori negli anni '60.

Nel 1961 sposò la sua Anna (mancata ormai 13 anni fa): dalla loro unione sono nati Gabriele, 58 anni, e Daniela 54, che l'avrebbero poi reso nonno di quattro nipoti. Intanto, avviò un rapporto anche con la Berkel, la «Ferrari» delle affettatrici, e con la Tasselli Frigoriferi. Anche da quest'ultima fu premiato, nel 1969 «per aver contribuito al miglioramento organizzativo aziendale e aver dato un grande impulso alle vendite sul territorio nazionale». I tempi erano maturi per aprire qualcosa di suo. Così, negli anni '70 nacque l'Arredamenti Gb, in viale Mentana, concessionaria delle aziende per le quali aveva lavorato e di altre produttrici di attrezzature per locali pubblici.

Innumerevoli, i negozi alimentari ai quali fornì gli attrezzi del mestiere. Ma c'è di più. Proprio qui, oltre le vetrine di viale Mentana sono nati la progettazione e l'allestimento di molti dei principali bar, gelaterie, gastronomie, macellerie e dei primi supermercati della città e del nostro territorio. Dal Tubino di via Mazzini al Bistrot della Piazza, dal Caffé Anceschi alla gelateria della Centrale, dalla gastronomia Cavatorta a quella della Rocca di Romani, dalla macelleria Reggiani ai vari Pronto carni di Trabucchi, fino ai primi supermercati. Bertoletti aveva l'idea originaria e la traduceva in uno schizzo: i collaboratori poi «mettevano in bella» ed entravano nei dettagli. Amava anche spaziare, Bertoletti: e così, negli anni '70 in collaborazione con Di Maggio partecipò alla progettazione e all'arredamento del primo (e rimasto unico) Bowling parmigiano, affacciato sulla via Emilia. Con Andrao, invece, negli anni '90, fondò la Sistemi Sarema, un'azienda che opera tuttora nelle forniture e nell'assistenza per registratori di cassa, bilance e software gestionali. Che ci fossero nuove esigenze, l'aveva capito ascoltando i clienti: per lui, era fondamentale. «C'è sempre da imparare» ripeteva a Gabriele, scrivendolo anche sui biglietti che amava lasciargli. «Comportati sempre in modo onesto. Anche il ricordo che si lascia di sé è un investimento» era un altro dei suoi consigli. «Ma c'è qualcosa che non imparava mai - ricorda il figlio -. Ogni volta nel mio nome metteva una b di troppo. Glielo facevo notare, e lui rispondeva: “L'importante è quello che c'è dentro”». Gabbriele. Il nome di un figlio con dentro un abbraccio.

 

ROBERTO LONGONI Macellerie con ogni tipo di carni, gastronomie debordanti di salumi e formaggi, luccicanti gelaterie e bar, supermercati di quartiere. Alle vetrine della nostra abbondanza fu lui a dare un volto. Lui che - come molti della sua...

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