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Via Pintor

Code interminabili per scegliere il nuovo medico di famiglia

di Giovanna Pavesi -

06 ottobre 2020, 05:07

Code interminabili per scegliere il nuovo medico di famiglia

Poco prima delle 9, la fila che costeggia la Casa della Salute Pintor-Molinetto di via Pintor è già molto lunga. Procede a rilento, perché in attesa ci sono decine di persone, che aspettano di raggiungere l’ingresso dell’edificio. Sono lì per prenotare visite ed esami, ma anche per completare le pratiche di cambio del nuovo medico di famiglia. E visto che tra settembre e ottobre, in città, due medici di base hanno cessato la loro attività, quasi 3mila pazienti sono stati chiamati a scegliere altri medici di fiducia e (anche) per questo motivo, negli ultimi giorni, in via Pintor, le code per accedere alla struttura sanitaria si sono fatte più consistenti.

«Sono venuto sabato scorso e la fila era ancora più lunga. Il sistema dovrebbe cambiare», spiega un signore in pensione che, per sbrigare l’operazione, si è tenuto la mattinata libera.

«Avrebbero potuto dare gli appuntamenti per non creare assembramenti. Siamo tutti vicini e se dovesse piovere sarebbe anche peggio», aggiunge una signora.

A rallentare le operazioni, come confermato dall'Ausl di Parma, sono le (necessarie) procedure di controllo degli ingressi, compresa la misurazione della temperatura corporea e la compilazione del questionario sul proprio stato di salute. A regolare il flusso esterno è il personale della struttura che, di tanto in tanto, esce e chiede di rispettare il distanziamento.

«Fuori dal cancello è più difficile che ci si attenga alle norme. Penso che in un momento come questo, si sarebbe potuto pensare a un protocollo diverso. Qui ci sono soprattutto anziani, che sono anche i più esposti al virus», conferma un giovane medico, a sua volta in fila dopo il pensionamento del suo dottore. «È assurdo e pericoloso che nel 2020 si debba rimanere ore sul marciapiede. I tempi per espletare la pratica poi sono stretti, solo 15 giorni», ricorda una paziente, che stima in «almeno un’ora» il tempo di attesa all’esterno dell’edificio (una volta entrati, è necessario prendere il numero e attendere il turno).

In fila c’è chi rinuncia, perché deve tornare al lavoro o perché perde la pazienza. E c'è chi rimane per non lasciare cadere nel vuoto l’ennesimo tentativo. «Il fascicolo sanitario non funziona: il dottore che avevo scelto e che mi era stato suggerito dal mio medico non compariva nell’elenco, perciò sono dovuto venire qui», dice un pensionato, che definisce «indegna» questa modalità.

E in effetti, come confermato anche dall’Ausl, con il fascicolo sanitario elettronico si può solo cambiare il dottore ma non sceglierlo. Dall’azienda sanitaria, però, fanno sapere che per concludere questa operazione è possibile ricorrere all’autocertificazione (da qualsiasi computer) e che non occorre recarsi personalmente allo sportello unico-Cup .

Davanti al cancello, le persone chiacchierano e aspettano. «Ho provato a venire sabato, ma la coda sembrava interminabile. Oggi ho dovuto prendere un giorno di ferie», racconta un uomo. «Le file si fanno ovunque. Io sono già felice di essere sano, perciò arrivo, aspetto e non faccio mai polemiche», conclude un anziano.