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Locali e assembramenti

I gestori scrivono alla Gazzetta: «Non sta a noi vigilare sulla pubblica via»

06 ottobre 2020, 05:05

I gestori scrivono alla Gazzetta: «Non sta a noi vigilare sulla pubblica via»

Rispetto delle disposizioni per prevenire i contagi da coronavirus, disposizioni per anticipare la chiusura dei locali. Il tema è caldo e, dopo l'ampio e documentato servizio che abbiamo pubblicato nell'edizione di ieri, oggi riportiamo gli interventi di Daniele Piccioni (di Canistracci) e di Cosimo “Mimmo” Albano (di Piano A). «Vorremmo dare un contributo - affermano i - che non si basi sull'emotività scatenata dall'immagine pubblicata dalla Gazzetta. Responsabilità dei gestori è di agire in base alla normativa vigente nell'ambito delle proprie pertinenze: interno del locale e dehors».

La foto pubblicata è stata scattata all'1.45. «È visibile a tutti - sostengono Piccioni e Albano - che entrambi i locali stavano terminando la propria chiusura, come disciplinata da ordinanza comunale, alle ore 2. I dehors dei nostri locali erano in gran parte sgombri, mentre avventori e passanti si concentrano sul suolo pubblico, luogo nel quale unica autorità riconosciuta ed autorizzata è la forza pubblica. Chiedere ai gestori di sostituirsi a quella autorità è illegale e insensato. È responsabilità del privato cittadino, lo prevede anche l'attuale Dpcm, rispettare il buon senso civico».

«All'interno e nelle pertinenze dei locali - concludono - le normative vengono invece osservate scrupolosamente sotto la responsabilità dei gestori». r.c.