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Influenza

Vaccino: boom di richieste, ma in farmacia non c'è

06 ottobre 2020, 05:08

Vaccino: boom di richieste, ma in farmacia non c'è

ROBERTO LONGONI

Caldeggiati, sempre più raccomandati da quando il Covid 19 ci ha fatto scoprire ancora più fragili. Al centro di una sorta di prescrizione di massa, i vaccini antinfluenzali finora sono soprattutto agognati: alle tante prenotazioni dei privati cittadini a oggi corrisponde un grosso punto interrogativo. Basterà l'ordine in farmacia, per ottenere la materia prima necessaria per giocare d'anticipo sulla prossima classica influenza? La domanda riguarda milioni di italiani. Tutti quelli che non hanno diritto per legge al vaccino gratuito garantito agli over 60 (la soglia dei 65 anni è stata abbassata), alle donne in stato di gravidanza, ai malati cronici e ai lungodegenti nelle strutture, ai medici e al personale sanitario, agli appartenenti ai corpi di polizia, ai vigili del fuoco, a chi lavora con animali e ai donatori di sangue. Per loro problemi non dovrebbero essercene. Ma per tutti gli altri?

È presto per dare una risposta, ma non abbastanza per nutrire forti perplessità. È scontato che tra chi rientra nelle cosiddette categorie a rischio ora molti più del solito vogliano vaccinarsi: le Asl dovranno fronteggiare un'impennata di richieste. Ci saranno dosi sufficienti anche, per esempio, per i 59enni che vogliono sentirsi tutelati come quelli di un anno più vecchi? Tra i primi ad avere forti dubbi è Fabrizio Piazza. «Il problema parte dall'alto: non sappiamo se sia stato ordinato un numero adeguato di dosi. E non è che si possa correre ai ripari da un giorno all'altro. I vaccini richiedono tempi di produzione lunghi, molto di più dei medicinali di sintesi. Non mi sento di essere molto ottimista al riguardo» sottolinea il presidente dell'Ordine dei farmacisti parmigiani.

Alle Asl va ovviamente la precedenza nell'accesso alle scorte, e c'è il forte dubbio che a chi voglia «coprirsi» privatamente venga davvero data la possibilità di farlo. «Fino a pochi giorni fa - prosegue Piazza - risultava che alle farmacie italiane fossero state garantite 250mila dosi. A fronte di almeno un milione e mezzo di richieste. Fatto un rapido calcolo, emerge che a ogni collega dovrebbero essere consegnati 12 vaccini. Intanto, la gente continua a chiamare, come, e questa è un po' una novità, le aziende che vogliono tutelare i dipendenti. Ora pare che la Regione voglia raddoppiare il numero di dosi destinate alle farmacie». Sarebbe sempre troppo poco, almeno stando alle cifre attuali, ma quanto basta per lasciare chi sta al banco nella scomoda posizione di chi distribuisce soprattutto dei no.

Piazza, titolare della farmacia di Felegara, fino a ieri aveva raccolto 60 prenotazioni contro le 17 dello scorso anno «quando, in questo periodo, le dosi di vaccino erano già state consegnate. Ora, invece, oltre ai quesiti legati ai quantitativi ci sono quelli sui tempi. Non c'è nessuna data».

Più fiducioso, ma comunque a sua volta alle prese con una serie di domande Alessandro Merli. «Certezze ce ne sono davvero poche in questo periodo - commenta il presidente di Federfarma, titolare della farmacia a San Polo di Torrile -. A oggi abbiamo ricevuto solo promesse. La Regione darà alle farmacie dal 3 al 5 per cento dei vaccini che le verranno forniti. Basteranno? E ci saranno da affrontare anche i tempi della distribuzione con la logistica del freddo, dopo quelli necessari per fustellare per la vendita le confezioni dapprima destinate alla sanità pubblica. Ci auguriamo che si sia provveduto ad aumentare in modo considerevole il totale delle dosi acquistate». Sia le 12 confezioni della media nazionale che le 24 del possibile raddoppio regionale sarebbero insufficienti anche per la farmacia di Merli: fino a ieri erano cento gli ordini raccolti qui. Cifra destinata a crescere.

Altrove è già cresciuta. Come nella farmacia San Lazzaro, in città. «Per ora - sottolinea il titolare, Pietro Lusuardi Senatore - non possiamo fare altro che prendere le prenotazioni e sperare di poter accontentare tutti. Ma ci sono forti dubbi». Quanti sono gli ordini? «Più di 300: già il doppio dello scorso anno. E per quanto ne so i colleghi in città hanno tutti diverse centinaia di prenotazioni».

 

ROBERTO LONGONI Caldeggiati, sempre più raccomandati da quando il Covid 19 ci ha fatto scoprire ancora più fragili. Al centro di una sorta di prescrizione di massa, i vaccini antinfluenzali finora sono soprattutto agognati: alle tante prenotazioni...

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