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I CONCERTI DELLA TOSCANINI

Francesca Dego e Daniele Rustioni, uniti nella musica e nella vita

08 ottobre 2020, 05:01

Francesca Dego e Daniele Rustioni, uniti nella musica e nella vita

MARA PEDRABISSI

 

Uniti nella musica e nella vita. Il direttore Daniele Rustioni e la violinista Francesca Dego, giovani e belli, "base" a Londra e carriera internazionale ben avviata, saranno insieme a Parma, domani e sabato per inaugurare la XLV Stagione di Concerti de la Toscanini. Il programma, ovviamente, toccherà anche le corde dell'amore. Intanto un test lo hanno "passato": hanno risposto alle medesime domande, senza conoscere le risposte l'uno dell'altra...

Inaugurare una Stagione è un onore. Quest'anno si carica di un significato particolare...

Dego: «Assolutamente sì, un significato simbolico di rinascita di cui tutti abbiamo bisogno, noi artisti e il pubblico. Con la Filarmonica Toscanini ho già suonato, sono felice di tornare».

Rustioni: «Sì. Peraltro è stata una sorpresa, non sapevamo fosse il concerto inaugurale quando abbiamo accettato. Lo abbiamo scoperto parlando con il sovrintendente Alberto Triola. Ci siamo caricati, ancora maggiormente, di una pressione positiva. E' anche significativo sostenere tre concerti per permettere a più persone possibili di assistervi, nel distanziamento».

Ci spiegate, a modo vostro, il programma che avete scelto?

Dego: «Serenade è un brano per il quale Bernstein si è ispirato al "Simposio" di Platone, dialogo filosofico sull’amore nel contesto rilassato di una cena dove il vino scorre. Ai convitati è chiesta la loro visione sul ruolo dell’amore. I cinque movimenti sono ognuno dedicato a uno dei personaggi del dialogo. Bernstein traduce in musica i contenuti filosofici e l'atmosfera. Ad esempio, nell’ultimo movimento, l’intervento di un gruppo di ubriachi, musicalmente, viene risolto con una danza folkloristica americana: il compositore riesce a trasportare l’atmosfera senza tempo della filosofia e nella sua contemporaneità. Nel complesso, un brano bellissimo anche se di grande difficoltà. Ma è giusto ripartire con una sfida».

Rustioni: «È un programma difficile a livello tecnico. Nella Suite "Il borghese gentiluomo" di Strauss tutte le sezioni dell’orchestra sono molto impegnate. E' un brano che può essere eseguito da una grande orchestra e, in questo senso, funziona benissimo come inaugurazione di Stagione. Strauss gioca con gli elementi barocchi, il senso della danza costituisce un richiamo al passato. Quanto a "Serenade", è un brano impegnativo; Bernstein era un grande direttore ... si è divertito nello scrivere la partitura!».

Vi esibite insieme poche volte all'anno. Com'è quando avviene, come in questo caso: più stress o più complicità?

Dego: «Entrambe le cose. C'è una grande conoscenza reciproca, siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Però avverto anche un senso di responsabilità più marcato. Alla fine, si crea sempre un bell’equilibrio, che credo l'orchestra percepisca».

Rustioni: «Entrambe le cose. La preparazione è maggiore perché cominciamo a studiare molto tempo prima, ascoltiamo versioni che prendiamo a modello. L'esecuzione nasce un po’ come un figlio, dopo una lunga gestazione. C’è più stress perché abbiamo delle aspettative alte. Però siamo rodati».

La musica vi unisce e vi divide. Quando siete lontani, cosa manca più dell'altro?

Dego: «E' triste e difficile da dire. Nel lockdown abbiamo scoperto che stiamo veramente bene insieme, per quanto sia stato un periodo duro e tragico che è sfociato per me nella perdita di mio padre, il mese scorso. Mi manca il fatto che non abbiamo un "nido" come le altre coppie; conduciamo una vita adrenalinica, ci inseguiamo. Però siamo insieme da quasi 16 anni, più della metà della mia vita, quindi forse va bene così».

Rustioni: «Mi manca anche il solo vedere Francesca, studiare e sentire il suo violino nell’altra stanza. Dove c’è Francesca, c’è a casa, è un luogo del cuore».

Avete un brano del cuore?

Dego: «Il concerto per violino di Beethoven. Avevo 15 anni, frequentavo il Conservatorio a Milano. Cercavo un pianista che mi accompagnasse a un’audizione e Daniele era famoso perché al pianoforte sapeva leggere velocemente qualsiasi spartito. Così ci siamo conosciuti. E' un brano che ha un significato per tutti e due e, curiosamente, poi non l’abbiamo mai più suonato in pubblico»

Rustioni: «Galeotto fu il concerto per violino di Beethoven...».

 

MARA PEDRABISSI Uniti nella musica e nella vita. Il direttore Daniele Rustioni e la violinista Francesca Dego, giovani e belli, "base" a Londra e carriera internazionale ben avviata, saranno insieme a Parma, domani e sabato per inaugurare la XLV...

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