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Truffa online, vuole disfarsi di un mobile ma finisce per ricaricare il postepay di uno sconosciuto

08 ottobre 2020, 05:07

Truffa online, vuole disfarsi di un mobile ma finisce per ricaricare il postepay di uno sconosciuto

Chiara De Carli

FONTANELLATO Acquistare on line, ormai si sa, potrebbe far incappare in sgradite sorprese se non si naviga su siti certificati e affidabili. Carte di credito clonate, oggetti che non arrivano o che sono palesi imitazioni, venditori che spariscono, sono le truffe più comuni di cui si sente parlare, fortunatamente sempre meno perché ormai quasi tutti hanno imparato a diffidare dagli annunci con prezzi troppo accattivanti.

Ma se ci si trova «dall’altra parte», ovvero da quella di chi propone un oggetto in vendita, si potrebbe pensare di essere immuni alle truffe: se non si ricevono i soldi, non si consegna l’oggetto e tutto finisce senza danni. E forse è proprio questo l’errore che fa abbassare la guardia a chi viene preso di mira dai «truffatori 2.0» che adocchiano le loro vittime proprio tra chi vende on line.

Come è successo qualche settimana fa ad un uomo di mezza età fontanellatese che aveva deciso di vendere un mobile che non utilizzava più. Ha inserito l’annuncio su un noto sito di compravendita on line e dopo solo poche ore il primo potenziale acquirente ha composto il suo numero di telefono. Dopo aver chiesto qualche dettaglio tecnico sull’oggetto in vendita, l’uomo dall’altro capo della cornetta ha ribadito al fontanellatese il suo interesse anche se non sarebbe potuto andare a ritirare il mobile prima di alcuni giorni.

Visto il poco tempo trascorso dalla pubblicazione dell’annuncio al contatto, forse il fontanellatese ha pensato che altri avrebbero potuto chiudere la transazione più in fretta del primo ma, anche a quell’incertezza, l’uomo dall’altro capo del filo ha tentato di porre rimedio proponendo il pagamento immediato della cifra richiesta, 600 euro, attraverso i sistemi dello sportello postamat. Una modalità nuova per il venditore che però, rassicurato dai modi gentili dell’interlocutore, si è lasciato convincere che quella della «ricarica» sul proprio bancomat fosse una modalità possibile. Arrivato davanti allo sportello postale, il fontanellatese ha eseguito sul display le istruzioni che gli venivano fornite dal gentilissimo interlocutore: ha inserito il suo bancomat nella fessura e, forse confuso dal fiume di parole che arrivavano dall’altro capo della cornetta, ha composto la sequenza con cui autorizzava la ricarica di una postepay per la cifra richiesta per l’oggetto messo in vendita.

E il sospetto che qualcosa non andasse non gli è venuto nemmeno quando si è sentito dire, per due volte, dal truffatore che bisognava ripetere la procedura ipotizzando persino «un problema di connessione della sua banca» perché - chissà come mai - il sistema non consentiva il pagamento. Ma la banca era connessa eccome e, alla fine, dal conto del fontanellatese si sono volatilizzati circa 1500 euro.

Com’era facile aspettarsi a questo punto, il numero da cui il venditore era stato contattato non ha più squillato e quindi all’uomo non è rimasto che rivolgersi ai carabinieri di Fontanellato che, dopo una serie di indagini, hanno identificato l’intestatario della postepay utilizzata per ricevere gli accrediti e lo hanno quindi denunciato per truffa.

Chiara De Carli FONTANELLATO Acquistare on line, ormai si sa, potrebbe far incappare in sgradite sorprese se non si naviga su siti certificati e affidabili. Carte di credito clonate, oggetti che non arrivano o che sono palesi imitazioni, venditori...

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