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Parma

E se i giovani fossero il settore sorpresa?

10 ottobre 2020, 05:02

E se i giovani fossero il settore sorpresa?

Carlo Brugnoli

 

Si è detto e scritto tanto sul mercato del Parma, non solo per i soldi (molti) spesi
dal neo presidente Krause (ma lui lo definisce un
investimento), bensì per il fatto che a potenziare la rosa a disposizione di mister Liverani siano arrivati tanti giovani.

GIUDIZI AFFRETTATI

E inevitabilmente sono arrivate le valutazioni complessive degli addetti ai lavori che hanno giudicato insufficiente (o addirittura azzardata) la campagna acquisti condotta da Carli e Lucarelli. Giudizi decisamente affrettati e basati solo sul fatto che i giocatori che vestiranno la maglia crociata sono poco o nulla conosciuti qui da noi tranne qualche eccezione (Cyprien o Nicolussi Caviglia). Ma i critici potrebbero essere presto smentiti.

INESPERIENZA
E ADATTAMENTO

Due sono le incognite quando l'iniezione di gioventù in una squadra è così massiccia. Da un lato l'inesperienza che potrebbe essere un handicap bilanciato dal pizzico di sfrontatezza di chi ha così pochi anni sulle spalle.

L'esempio di Kulusevski è lì a dimostrarlo: lo scorso anno nessuno avrebbe scommesso sul talento svedese e sulla sua rapidissima ascesa. Da qui a dire che fra i nuovi arrivati potrebbe esserci il nuovo Kulusevski ce ne passa, ma di certo la «fame» (nel senso di voglia di arrivare) e le risorse fisiche e atletiche tipiche di quell'età, potrebbero costituire un mix decisamente efficace. Le difficoltà di adattamento a un campionato impegnativo come il nostro, di contro, potrebbero rappresentare un problema.

INSERIMENTO GRADUALE

Per questo mister Liverani (che sta utilizzando la sosta per conoscere meglio i suoi nuovi giocatori e vedere quindi come inserirli nel modo più efficace nello schema di gioco che ha in testa), cercherà di lanciare nella mischia i giovani acquisti con gradualità per non correre il rischio di «bruciarli». D'altronde, e lo ha ripetuto a chiare lettere il ds Carli, il Parma di oggi ha una ossatura ben definita e un nocciolo duro composto da giocatori forti ed esperti ed è da lì che si deve partire. I giovani avranno il loro spazio quando saranno pronti e senza anticipare i tempi.

STADI VUOTI,
UN VANTAGGIO?

Infine un elemento che può apparire secondario o ininfluente ma che potrebbe avere un peso nell'inserimento dei giovani in prima squadra. Il fatto che si giocherà ancora per molto tempo (forse per tutto il campionato) con gli spalti vuoti, potrebbe essere un vantaggio per i vari Brunetta, Osorio, Mihaila e Nicolussi Caviglia (Valenti, Busi, Sohm e Cyprien hanno già più partite alle spalle nei campionati di provenienza). Meno pressione e azzeramento del fattore campo (in questo caso la presenza dei tifosi di casa) potrebbero rappresentare un aiuto per chi, a 20 o 21 anni, si trova a dover esordire in serie A, magari a San Siro o all'Olimpico.

E comunque, al di là di tutte le considerazioni, non si può non rilevare il coraggio di un club che vuole costruire un progetto a medio-lungo termine valorizzando i giovani. Quante volte abbiamo sentito allenatori e dirigenti di tutte le squadre esprimere questo concetto senza mai metterlo in pratica? Il Parma, vivaddio, lo ha fatto.

 

Carlo Brugnoli Si è detto e scritto tanto sul mercato del Parma, non solo per i soldi (molti) spesi dal neo presidente Krause (ma lui lo definisce un investimento), bensì per il fatto che a potenziare la rosa a disposizione di mister Liverani...

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