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Risse, spaccio, degrado: il parcheggio sotterraneo fa paura

di Luca Pelagatti -

12 ottobre 2020, 05:08

Risse, spaccio, degrado: il parcheggio sotterraneo fa paura

L'ultimo caso risale a qualche notte fa quando una dipendente di Trenitalia, appena smontata dal servizio e che stava andando a prendere l'auto parcheggiata si è trovata davanti un uomo, palesemente ubriaco e con le braghe calate. Lei prima ha gridato, poi ha corso e tutto è finito con molta paura.

Ma c'è chi dice che gambe veloci e tanta voce, prima o poi, non basteranno.

Il parcheggio sotterraneo dietro la stazione da quando è stato inaugurato, nel 2015, ha avuto vita difficile. «Perché ha purtroppo sempre attirato più disperati che auto», lamentano i residenti della zona che, dopo un periodo di apparente pace, si sono trovati di nuovo assediati da una fauna per nulla rassicurante. Che nelle scale di quel parcheggio, ancora una volta, ha trovato una specie di tana.

«Il problema si è aggravato da marzo - spiega uno degli abitanti. - ed è concentrato, in particolare, nella zona della pensilina delle corriere dove si trovano gli sbocchi delle scale e delle uscite antincendio».

E qui, badate bene, sta il paradosso: le uscite, lo stabilisce la legge, sono indispensabili per la sicurezza del parcheggio. Ma, nello stesso tempo, quelle aperture minano la sicurezza di tutta l'area.

«Questo perché la via d'accesso principale è utilizzata, quasi esclusivamente dai clienti del parcheggio e quindi non ci sono problemi. Le uscite, diciamo laterali, invece, si sono trasformate in un ricovero per senzatetto, riparo per i tossici. E bagno per tutti quanti». Le conseguenze sono facili da immaginare: liti e schiamazzi ad ogni ora, frequenti risse, un tanfo da orinale che sale verso le finestre soprastanti.

«Ovviamente di fronte a simili disagi abbiamo fatto un esposto in procura e abbiamo scritto anche al sindaco. Ma senza esito», concludono i residenti che ricordano quando, al tempo del taglio del nastro, si parlò di «un punto di interscambio per il territorio che qui potrà sperimentare il passaggio tra treni, bus e auto». A metterci dentro il naso oggi l'unico scambio è quello di bustine e siringhe.

«Anche noi siamo ben consapevoli di quanto accade e per questo, anche la settimana scorsa, abbiamo scritto al questore e al sindaco - fanno sapere dagli uffici della Line Servizi, la società con sede a Pavia che ha in gestione il parcheggio dalla metà 2019. - Perché così non si può andare avanti».

Non si può, aggiungono i responsabili perché il parcheggio «ormai lo usano solo quelli che, per motivi di lavoro, sono obbligati a farlo. Gli altri non lo frequentano e i conti, di conseguenza ne risentono». Ma non è solo questione di soldi, di utili. Ma proprio di garanzie per chi ci lavora. «Gli addetti alla vigilanza fanno quello che possono e cercano di allontanare chi bivacca, dorme e occupa gli spazi. Ma bastano pochi minuti e quelli ritornano, tanto che usano fogli di plastica, di stagnola per impedire alla porte di bloccarsi». La stessa stagnola che usano per fumare la cocaina mentre lungo le scale e nei pianerottoli che scendono due piani sotto terra gli addetti della società di pulizia trovano siringhe, pipe artigianali e resti umani. «Occorre dirlo: è un letamaio».

Questo il quadro, questa la foto che sta spingendo la società di gestione, che ha siglato un contratto decennale, a riflettere sul da farsi. Anche se trovare una soluzione pare non essere facile.

«Quando notiamo, anche grazie al sistema di telecamere installate che ci sono problemi, allertiamo subito le forze dell'ordine che però, per i soliti, ovvi, motivi non sempre possono intervenire immediatamente», concludono dalla Line Servizi- che auspica maggiori controlli, una presenza più. Ma è il solito eterno dilemma: i problemi allontanano le auto e senza auto il parcheggio non regge. Tanto che si starebbe pensando di chiudere di nuovo, come già accaduto in passato, il livello meno 2. Ma questa sarebbe sono una toppa. E il buco, intanto resta mentre su tutto resta sospesa la domanda dei residenti: «Siamo stremati, possibile che questo parcheggio non si riesca a gestire?».