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LUTTO

Addio ad Alberto Saracchi

13 ottobre 2020, 05:06

Addio ad Alberto Saracchi

Poliglotta, istrionico, generoso e amico di tutti. Alberto Saracchi se ne è andato a cinquantasei anni dopo aver combattuto a testa alta contro una grave malattia, che lo aveva colpito alcuni anni fa. Figura conosciutissima in città, soprattutto dalle persone nate tra fine anni Cinquanta e fine anni Sessanta, Saracchi era una persona di grande umanità, estremamente generosa, che amava la compagnia e che viveva l'amicizia con lealtà e sincerità.

Nel corso della sua esistenza Saracchi ha svolto svariati lavori: assicuratore a Londra, organizzatore nel mondo del cinema a Roma, venditore di perle in Indonesia, girando il mondo con il suo immancabile entusiasmo. Da diversi anni dirigeva un villaggio turistico in Kenya, ma non aveva mai abbandonato i contatti con gli affezionatissimi amici parmigiani e con la nostra città, dove era tornato assieme alla moglie negli ultimi tempi. Figlio di Giancarlo Saracchi, per lunghi anni presidente dell’Aci, Alberto lascia la moglie Susan con Viola e Mark, i fratelli Francesco e Filippo, i parenti e molti cari amici. Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona «di mentalità molto aperta, che amava stare con gli altri senza pregiudizi, sia che si trattasse di persone comuni, che di personalità importanti».

Alberto Saracchi infatti sapeva farsi benvolere da tutti: allegro, brillante, ironico, dalla battuta pronta, quando c’era da stare in compagnia non si tirava mai indietro. «Era una persona vera, sincera – sottolineano gli amici –, che non giudicava gli altri e si buttava a capofitto in tutto quello che faceva. Ha cambiato tanti lavori, ma sempre spinto da un grande entusiasmo e curiosità. Aveva inoltre il grande pregio di essere una persona molto tollerante e paziente. Non era per niente permaloso ed era impossibile vederlo arrabbiato. Era impossibile che si offendesse o che portasse rancore. Se c'era uno screzio, un diverbio, un contrasto, lui ascoltava con calma le ragioni del suo interlocutore e ribatteva senza urlare, in modo sempre rispettoso e ben argomentato. E, alla fine, con il suo senso dell'umorismo riusciva quasi sempre a risolvere le situazioni».

Nemmeno la malattia era riuscita a cambiare il carattere positivo e ottimistico di Saracchi. «Il suo calvario è durato diversi anni – ricordano gli amici più cari –. Era consapevole di avere pochissime possibilità di guarire, ma ha lottato come un leone con una dignità unica. Non l’abbiamo mai sentito piangersi addosso o commiserarsi per la sua condizione di malato. E’ una grave perdita per tutti quelli che l’hanno conosciuto».

I funerali di Alberto Saracchi verranno celebrati oggi alle 10,45 nella chiesa del Corpus Domini partendo dall’ospedale Piccole Figlie.

Il rosario è stato invece recitato nella stesa chiesa ieri sera alla presenza dei parenti e di molti amici e conoscenti.

L.M.

 

Poliglotta, istrionico, generoso e amico di tutti. Alberto Saracchi se ne è andato a cinquantasei anni dopo aver combattuto a testa alta contro una grave malattia, che lo aveva colpito alcuni anni fa. Figura conosciutissima in città, soprattutto dalle...

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