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L'intervista

Lucarelli e il mercato: «Il Parma è una mosca bianca. E io sono parte del progetto»

13 ottobre 2020, 05:02

Lucarelli e il mercato: «Il Parma è una mosca bianca. E io sono parte del progetto»

SANDRO PIOVANI

 

Alessandro Lucarelli, che il Parma lo ha riportato in serie A dal campo, ora lavora perché ci resti dalla sua scrivania di Collecchio. La targhetta alla porta è quella di vice-direttore sportivo crociato ma, usando le parole del ds Carli, fa parte di una squadra che lavora e soffre esattamente come quella che va in campo. Insomma da grande Lucarelli ha scelto di fare il direttore sportivo e, lo si capisce parlandogli, stavolta si è sentito titolare vero. Operativo. «Il mercato è stato bloccato un po' per tutti - spiega subito parlando della campagna trasferimenti di serie A appena conclusa -, per colpa di questo maledetto Covid. Tutti i club prima di acquistare hanno pensato a fare cessioni e questo ha rallentato un po' tutto. L'anno scorso c'erano più attività, per arrivare su un giocatore dovevi combattere anche con altri club. Tutti erano pronti a far mercato».

E il mercato del Parma come è stato?

«Noi siamo stati un po' una mosca bianca del mercato, abbiamo messo in rosa otto giocatori e di questo va dato merito al presidente Krause che ha fatto un importante sforzo economico per completare la squadra».

Qual è stata la filosofia del mercato del Parma?

«Quest'anno abbiamo fatto qualcosa di nuovo rispetto al passato: invece di andare a prendere giocatori pronti, di serie A, che magari avevano già girato molte squadre, grazie ad un lavoro importante di scouting abbiamo messo tra i nostri obbiettivi quei giocatori che poi sono arrivati. Che avevamo studiato prima e trattato poi: sono state trattative lunghe e difficili e a un certo punto c'è stato l'intervento fondamentale del presidente che ha voluto chiudere questi affari e c'è stata quell'accelerata che ci ha consentito in pochi giorni di chiudere tutti i contratti che stavamo discutendo da settimane».

Come valuti questa svolta, tu che sei stato giocatore esperto e sei grande conoscitore della serie A.

«In tredici anni di Parma non ho mai visto un mercato così mirato con investimenti importanti su tanti giovani di prospettiva. Un cambio netto, un taglio con il passato. Credo che nessuno in Italia e forse anche in Europa abbia cambiato tanto come abbiamo fatto noi, a partire dalla proprietà, sino alla dirigenza e all'allenatore. Siamo anche partiti un po' in ritardo rispetto agli altri e se non ci fosse stata la disponibilità economica del presidente di chiudere queste trattative, il nostro mercato sarebbe stato difficile e con pochi arrivi».

Sembra di capire che il presidente Krause sia stato importante non solo per gli investimenti fatti.

«Il presidente ci ha dato una strada da seguire e lui per primo ha voluto che fosse perseguita. Il suo "chiudiamo le trattative" fa capire la voglia di puntare sui giovani, per dare un valore alla rosa e avere un parco giocatori che nel medio lungo periodo ti consenta di portare avanti la società senza dover intervenire ogni anno con degli aumenti di capitale».

Una politica portata avanti nel segno della continuità, visto che sono rimasti tutti i giocatori importanti della vecchia rosa.

«Assolutamente sì. Siamo stati coerenti con quanto detto all'inizio del mercato. Ovvero che tutti erano cedibili ma solo se ci fossero state offerte adeguate. Che non sono arrivate. I giocatori appetibili sono rimasti da noi e noi siamo contenti di aver creato questo mix tra esperti e giovani di prospettiva. E crediamo che sia la miscela giusta per fare un bel campionato».

Fondamentale sarà l'aiuto dei giocatori esperti...

«Certo, saranno fondamentali con l'esempio, con il modo di allenarsi, con una parola, con una pacca sulla spalla: di questo hanno bisogno i giovani visto poi che arrivano da campionati stranieri quasi tutti. Se siamo bravi tutti, come società e come giocatori, a farli ambientare velocemente altrettanto velocemente potremo vedere qualità dei nuovi acquisti».

Quanto c'è delle richieste di mister Liverani in questa campagna acquisti?

«Il mister è stato bravo perché ha avuto la pazienza di giocare le prime gare con un cantiere aperto. Lui senza lamentarsi ha portato avanti il suo lavoro cercando di tirare fuori il meglio dal gruppo. Adesso ci sono alcuni giocatori più funzionali alla sua idea di gioco, al suo modo di giocare. Per questo sono convinto che anche lui potrà avere dei benefici da questo tipo di mercato. Questa sosta ci dà un piccolo vantaggio ma certamente servirà del tempo. Non si può pensare che a Udine si vedrà già il Parma di Liverani al 100%, gli innesti vanno fatti in modo graduale. Magari qualcuno potrà giocare da subito, ad altri servirà un po' più di tempo. Quindi un po' di pazienza ancora ci vuole. Credo comunque che i tre punti fatti col Verona possano essere stati fondamentali per dare quella serenità che ci vuole in questi momenti».

Obbiettivo salvezza: i giovani riusciranno a sopportare queste tensioni?

«Da un ragazzo giovane certe difficoltà psicologiche te le puoi aspettare ma il fatto che siano rimasti i giocatori esperti ci darà una grande mano. Anche perché non possiamo pensare di buttare nella mischia tutti i nostri acquisti: hanno bisogno di inserirsi nei tempi e nei modi giusti. Gradualmente entreranno in questa ossatura esperta e compatta. E quando accadrà, allora potremo dire di aver fatto un buon lavoro».

Una stagione al fianco di Faggiano, ora con Carli: quali le differenze?

«Ognuno ha il suo modo di lavorare. I precedenti mercati non li ho vissuti in prima linea come ho fatto adesso. Quindi non ho avuto modo di vedere lavorare da vicino Faggiano, nelle trattative intendo. Che poi è il vero segreto di un ds, ero più defilato. Con Carli sono stato più in prima linea e questo grazie a Marcello che mi coinvolge in tutto e lavoriamo davvero fianco a fianco. Prima, senza nessuna polemica, con Faggiano non era così. Mi sono sentito operativo ed era quello di cui avevo bisogno: ho dato una grande mano soprattutto nel mercato minore, visto che abbiamo una trentina di ragazzi in giro tra la C e la B e anche qui c'è un lavoro dietro importante e me ne sono occupato in gran parte io».

Un aneddoto di questa campagna trasferimenti ce lo puoi raccontare?

«Le difficoltà non sono mancate. A Osorio, ad esempio, stavamo dietro da un mese ma poi Conceicao (l'allenatore del Porto ndr) non voleva più liberarlo, si era messo di traverso, prima voleva avere un altro difensore. Era una trattativa chiusa. Stessa cosa con Cyprien, ci abbiamo lavorato tantissimo. Ma per capire l'impegno della proprietà e nostro basta ripensare alla notte del dopo Bologna. Al rientro da quella partita ci siamo trovati a Collecchio, con Marcello (Carli ndr) e tutto il nostro staff e abbiamo fatto le tre di notte per cercare di chiudere tutte le trattative che avevamo in piedi. Questo può far capire come è andato il nostro mercato, tutti in prima linea».

 

SANDRO PIOVANI Alessandro Lucarelli, che il Parma lo ha riportato in serie A dal campo, ora lavora perché ci resti dalla sua scrivania di Collecchio. La targhetta alla porta è quella di vice-direttore sportivo crociato ma, usando le parole del ds...

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