Sei in Gweb+

IL CASO

Morì a 18 mesi dopo aver ingerito metadone, indagate anche tre assistenti sociali

13 ottobre 2020, 05:08

Morì a 18 mesi dopo aver ingerito metadone, indagate anche tre assistenti sociali

GEORGIA AZZALI

C'era metadone nel suo sangue. Tanto da spezzargli il respiro a soli 18 mesi, il 4 aprile di due anni fa. E a somministrargli la droga fu la madre, secondo la procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio della donna (una 38enne parmigiana) per omicidio preterintenzionale aggravato e lesioni aggravate. Ma per l'accusa ci sono altre responsabilità in questa drammatica storia: tre assistenti sociali del Comune sono indagate per rifiuto d'atti d'ufficio. Ieri, alle tre professioniste è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini dai poliziotti della Squadra mobile, che ha portato avanti le indagini. Tutte e tre - secondo quanto si legge nell'atto firmato dal pm Paola Dal Monte - avrebbero «indebitamente rifiutato» di eseguire il decreto provvisorio e urgente, emesso il 19 dicembre 2016 dal Tribunale dei minori di Bologna, che affidava il bimbo e i suoi due fratelli ai servizi sociali affinché fossero tutti inseriti in una struttura protetta.

Quel provvedimento fu firmato dai giudici quasi un anno e quattro mesi prima della morte del piccolo, ma rimase sulla carta. In particolare, due delle assistenti sociali seguirono i minori fino al 28 febbraio 2017, quando poi - con il trasferimento della famiglia in un'altra zona della città - i piccoli passarono in carico alla terza professionista. Che seguì i bambini fino al giorno della morte del più piccolo dei tre, quando poi tutti furono affidati a una struttura protetta.

Una situazione familiare difficile: tutti e due i genitori con una vita segnata dalla tossicodipendenza, anche se nell'ultimo anno pareva che fosse stato intrapreso un percorso di recupero. Quel giorno di aprile il bimbo era rimasto per tutta la mattinata con il padre, perché la madre, secondo quanto aveva lei stessa riferito alla polizia, era uscita di casa tra le 9,30 e le 10 per andare al lavoro, rientrando tra le 13,30 e le 14. Tornando a casa, aveva trovato l'uomo assopito sul divano, ma quando si era avvicinata al lettino, aveva notato che il figlio faceva fatica a respirare. Ma non scattò alcuna telefonata al 118: i genitori decisero di caricare il bambino in auto per precipitarsi al Pronto soccorso. Ma era troppo tardi: alle 14,53 i medici dichiararono la morte del piccolo.

Anche la posizione dell'uomo era stata messa sotto i riflettori dagli investigatori, ma sono state alcune intercettazioni ambientali a far puntare il dito contro la madre. Parole (almeno secondo gli inquirenti) che non lascerebbero dubbi su chi avrebbe dato al figlio il metadone.

Certo, la morte è andata oltre le intenzioni della madre (da qui l'accusa di omicidio preterintenzionale), ma le analisi sui capelli - che portano alla luce anche le assunzioni più datate di stupefacenti - hanno fatto emergere una realtà drammatica, almeno secondo quanto emerge nella relazione medico-legale dei consulenti della procura: dalla nascita o quanto meno nei sei mesi precedenti la morte, al bambino sarebbero stati somministrati «quantitativi imprecisati di sostanza stupefacente di varia natura (cocaina/morfina/oppiacei)».

L'udienza preliminare per la madre è prevista entro la fine del mese. Le assistenti sociali, invece, avranno ora 20 giorni di tempo per presentare - se vorranno - memorie o atti difensivi e per farsi interrogare. Poi il pm sceglierà quale strada percorrere: richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio.

 

GEORGIA AZZALI C'era metadone nel suo sangue. Tanto da spezzargli il respiro a soli 18 mesi, il 4 aprile di due anni fa. E a somministrargli la droga fu la madre, secondo la procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio della donna (una 38enne...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal