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Polizia penitenziaria: «Noi sfrattati dalla Certosa»

13 ottobre 2020, 05:03

Polizia penitenziaria: «Noi sfrattati dalla Certosa»

Sfrattati dall'oggi al domani dalla Certosa, per essere alloggiati in un albergo chiuso da tempo, privo di servizio ristorante e - soprattutto - ben più lontano dal luogo di lavoro, ossia il carcere. «Con conseguenti disagi ed esborsi da affrontare di tasca nostra, tra l'altro con un grande sperpero di denaro pubblico» sottolinea un agente di Polizia penitenziaria che, chiedendo di mantenere l'anonimato per evitare ripercussioni, ha deciso di rivolgersi alla Gazzetta per denunciare una novità del tutto sgradita a lui e ai colleghi del servizio Gom impegnati in via Burla.

Gom sta per Gruppo operativo mobile, un reparto dai compiti quanto mai delicati: sono i suoi appartenenti a occuparsi della gestione dei detenuti sottoposti al 41 bis. Compiti tanto delicati da costringere chi ne fa parte a una vita di continui spostamenti: ogni otto mesi vengono trasferiti i una delle 11 carceri italiane che ospitano i detenuti al 41 bis, quelli considerati più pericolosi. In questo caso, il «trasloco» è avvenuto fuori dai tempi soliti, a sorpresa, in un modo che ha creato malumori.

«Da sempre - ricorda l'agente - il personale del Gom in servizio di missione, a Parma ha alloggiato nella Scuola di formazione della Polizia penitenziaria, che ha sede nella Certosa. Da qualche giorno, senza alcun avviso o spiegazioni da parte di nessun dirigente, siamo stati di fatto sfrattati dalla Certosa che dista appena tre chilometri dal carcere di via Burla, per essere alloggiati nell'hotel Forum di Sant'Ilario d'Enza, una struttura ricettiva in disuso da tempo e riaperta solo per noi della Polizia penitenziaria. Già questo è un bel disagio, perché ora distiamo una dozzina di chilometri dal nostro posto di lavoro».

Non solo. Anche la logistica alimentare è diventata problematica. «Il servizio di missione - sottolinea l'agente - prevede vitto e alloggio. Invece, ora, l'unico pasto fornito dall'hotel è la colazione: per il resto dobbiamo attendere che organizzi la cucina. Pertanto, quando si è liberi dal servizio, con il proprio mezzo bisogna raggiungere la mensa del carcere per consumare il pranzo e/o la cena. E va tenuta presente un dettaglio non proprio marginale: non tutti i colleghi hanno un'auto a disposizione».

In realtà, una navetta, l'amministrazione l'ha messa a disposizione. «Quella per inizio e fine turno - precisa l'agente - sulla quale si viaggia senza considerare nello straordinario il tragitto da e per l'istituto, a bordo di mezzi di servizio e per di più con personale armato».

C'è un costo-disagio per la cinquantina di uomini del Gom di stanza a Parma. E c'è un costo per tutti i contribuenti. «Un migliaio di euro al mese per poliziotto: moltiplicato per un anno, sono soldi sprecati per il capriccio di qualche vertice che voleva "cacciarci" dalla Certosa. La cosa ancor più deplorevole è che allo stato attuale dovremmo essere noi poliziotti ad anticipare le spese di alloggio, per poi essere rimborsati. Questi sono gli uomini che servono lo Stato, abbandonati in una struttura dove per la delicatezza del servizio che svolgiamo, anche la nostra sicurezza è a repentaglio».

r.c.

 

Sfrattati dall'oggi al domani dalla Certosa, per essere alloggiati in un albergo chiuso da tempo, privo di servizio ristorante e - soprattutto - ben più lontano dal luogo di lavoro, ossia il carcere. «Con conseguenti disagi ed esborsi da affrontare...

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