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Collecchio

Addio a Carlo Marchesini, il barbiere gentiluomo

14 ottobre 2020, 05:06

Addio a Carlo Marchesini, il barbiere gentiluomo

GIAN CARLO ZANACCA

 

COLLECCHIO Addio a Carlo Marchesini, 91 anni, barbiere per una vita. Nato a Collecchio da una famiglia storica del paese, il padre Guido, lavorava in un prosciuttificio, la madre Laura Amoretti, in un panificio, Carlo ha iniziato fin da adolescente a maneggiare forbici e rasoi.

Erano gli anni duri del dopoguerra quando iniziò come garzone nel negozio di barbiere dello zio Berto. Da quel giorno ha preso avvio la sua carriera: un crescendo che lo ha visto negli anni Cinquanta trasferirsi a Parma alle dipendenze di in una barberia in via Cavour. Poi l’esperienza per qualche anno in Svizzera, nel cantone tedesco.

E, nel 1963, il coronamento di un sogno con il matrimonio con la moglie Rosita Sasso e l’apertura del suo negozio, in piazza Avanzini, a Collecchio. Carlo ha fatto barba e capelli a generazioni di collecchiesi. Il suo negozio è stato per diversi decenni un punto di riferimento per la comunità: lì si giocava anche la schedina, al Totocalcio, e il Totip, la vecchia schedina delle corse dei cavalli. Gentile, garbato, rispettoso ed educato, così lo ricorda un ex cliente: «Era un gentiluomo d’altri tempi – continua – sempre disponibile, sapeva intrattenerti con la sua affabilità. La sua cortesia, unita all’alta professionalità, ne ha fatto una persona unica, indimenticabile”.

In oltre 30 anni di attività, è stato protagonista dei cambiamenti della sua comunità: Collecchio in pochi decenni si è trasformata da piccola realtà agricola ad importante centro industriale. E così sono anche cambiate le abitudini dei clienti e con esse anche il suo negozio. Sono ormai un ricordo sfumato i tempi in le persone entravano e, in attesa del loro turno, leggevano riviste e quotidiani, fumandosi una sigaretta. Tempi in cui Carlo teneva ancora nel suo sgabuzzino il mobiletto a cassetti su cui erano scritti i nomi dei clienti e dentro c’erano la salviette personalizzate, indispensabili per fare la barba ogni mattina. Rasoi, pettini, forbici, lozioni, acqua di colonia e spazzole erano sempre a portata di mano.

E poi il piccolo flacone di vetro con la pompetta per soffiare aria e borotalco, a taglio concluso e togliere i residui di capelli e barba. Alla fine degli anni Settanta arrivò anche il restyling del negozio: mobili nuovi di zecca, una grande specchiera lungo tutta la parte e tre sedute per i clienti con i lava capelli, novità assoluta per i tempi.

La moglie Rosita lo ha sempre coadiuvato: al venerdì e al sabato dava un mano a ricevere le schedine, sempre lei imbastiva i camici bianchi che il marito ha indossato, fino al pensionamento nel 1996. Carlo ha lasciato un ricordo indelebile anche nel collega, Enore Trolli, che lui stesso aveva assunto come garzone e che ne è poi diventato socio. Con lui se ne va un pezzo di Collecchio, che in, realtà, non muore del tutto ma vive in chi da lui ha appreso il mestiere di barbiere e lo continua ancora oggi in paese. Oltre alla moglie, lo piangono i figli Cesare e Guido, i nipoti Filippo, Esmeralda e Piero.

 

GIAN CARLO ZANACCA COLLECCHIO Addio a Carlo Marchesini, 91 anni, barbiere per una vita. Nato a Collecchio da una famiglia storica del paese, il padre Guido, lavorava in un prosciuttificio, la madre Laura Amoretti, in un panificio, Carlo ha iniziato...

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