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CINEMA

Addio a Camillo Bazzoni, direttore della fotografia e regista salsese

15 ottobre 2020, 05:01

Addio a Camillo Bazzoni, direttore della fotografia e regista salsese

Salsomaggiore perde uno dei suoi figli più importanti, e uno dei più interessanti registi e direttori della fotografia del cinema italiano.

Camillo Bazzoni, insieme al fratello Luigi, scomparso nel 2012, è stato l’unico cineasta salsese.

Nato nella città termale nel 1934 e scomparso a Trento pochi giorni fa, ha iniziato a muovere i primi passi sui set cinematografici nei primi anni Sessanta, poco più che ventenne, come operatore alla macchina da presa e direttore della fotografia.

La vena creativa lo spinge a realizzare, come regista, una serie di cortometraggi in parte o completamente girati a Salso: «Ritratto del padre», «L’invasione», «L’urlo», «La caduta di Varema», «Rapporto segreto», «L’isola». Lavori che suscitano l’interesse della critica, vincendo premi in Italia e all’estero anche se girati in estrema povertà produttiva, alla riuscita dei quali collaborò il fior fiore del giovane cinema italiano: Vittorio Storaro alla direzione della fotografia, Roberto Perpignani al montaggio, Gianfranco Transunto operatore alla macchina, Vittorio Gelmetti ed Egisto Macchi alle musiche, i parmigiani Franco Nero e Francesco Barilli che nel 2019 girerà il remake de «L’urlo».

Assieme a Camillo, proprio a Salso, inizia a lavorare il tre volte premio Oscar Vittorio Storaro, del quale Bazzoni poi sposa la sorella.

Nel 1964 Camillo è operatore alla macchina da presa, assieme a Storaro, in «Prima della rivoluzione» di Bernardo Bertolucci. Nel 1965 è direttore della fotografia di «La donna del lago» diretto dal fratello Luigi. Del 1968 è la regia del primo lungometraggio: con lo pseudonimo di Alex Burks si cimenta con buoni risultati nel western con «Vivo per la tua morte» in cui Storaro è operatore alla macchina da presa.

Alla fine degli anni Settanta, Bazzoni, dopo aver diretto altri tre lungometraggi (“Commando suicida”, “E venne il giorno dei limoni neri”, “Abuso di potere”) lascia la regia per dedicarsi alla direzione della fotografia. Lavora, fra gli altri, con Samperi, Bolognini, Wertmüller, Monicelli, Ferrara, Troisi. Nel 1981, chiamato da Storaro, è operatore alla macchina nella seconda unità di «Reds» di Warren Beatty. Il suo ultimo lavoro è con Giorgio Treves, per il quale cura la fotografia del lungometraggio «Rosa e Cornelia». Dopodiché Camillo si ritira dal mondo del cinema e torna a vivere nella sua Salso tra i suoi vecchi amici, tra cui Lella Marzaroli, scomparsa nei mesi scorsi, per poi trasferirsi definitivamente a Trento. A.S.

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