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Fidenza

Picchia genitori e fratello, condannato

15 ottobre 2020, 05:07

Picchia genitori e fratello, condannato

L'avevano denunciato per il suo bene. Anche per salvare il figlio si erano rivolti ai carabinieri, dopo che lui ancora una volta li aveva aggrediti. Da quattro anni durava quel calvario familiare, in un crescendo di dolore e paura, con due genitori e un primo figlio schierato al loro fianco ormai preda dell'impotenza. In quell'occasione, il secondogenito (più giovane di un anno del primo) aveva spedito il padre all'ospedale con due costole rotte. Pochi giorni dopo, il giovane pretese i soldi per andare in vacanza con la fidanzata. In casa quella somma non c'era. Lui alzò ancora la voce, minacciando di alzare anche le mani. E così la madre uscì per prelevare al bancomat quanto richiesto. Era il febbraio scorso. Di lì a poco, il ventenne finì in manette, arrestato dai carabinieri.

Ieri il giovane è comparso davanti al Gup, per essere giudicato per rito abbreviato: udienza che si è conclusa con la condanna a due anni e due mesi. Il processo rappresenta una delle varie tappe sul cammino di una vita diversa. In pochi mesi, molte cose sembrano cambiate. Il giovane è stato sottoposto a una perizia dalla quale è stato dichiarato capace di intendere e di volere: ha comunque scelto di farsi aiutare da uno specialista per intraprendere un percorso di crescita. Con i genitori e il fratello ha cercato di ristabilire un rapporto, pur se da fuori casa (ora vive con la fidanzata). A titolo di risarcimento, ha versato alla famiglia tremila euro. Non è che una cifra simbolica, se si pensa ai 4 anni tormentati vissuti in quella casa, ma il gesto è stato apprezzato e i familiari non si sono costituiti parte civile.

L'aggressività del ragazzo era legata ai no alle sue continue pretese di denaro. Poi, le richieste cominciarono a essere legate anche all'auto del padre. Lui voleva le chiavi ed essere in possesso solo del foglio rosa non gli sembrava sufficiente a giustificare un rifiuto. Così era arrivato alle botte, dopo aver sputato in volto alla madre e averle calpestato gli occhiali, dopo aver insultato e minacciato, preso a calci e pugni padre e fratello, distrutto telefoni cellulari (e uno fisso) per evitare che si chiamasse il 112. In un paio di occasioni, aveva aspettato di essere solo per fracassare il televisore, quadri, suppellettili e foto del matrimonio dei genitori. Gli altri avevano sempre cercato di voltare pagina. Fino a quando non si è capito che per aiutarlo non bastava perdonarlo.

rob.lon.

 

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L'avevano denunciato per il suo bene. Anche per salvare il figlio si erano rivolti ai carabinieri, dopo che lui ancora una volta li aveva aggrediti. Da quattro anni durava quel calvario familiare, in un crescendo di dolore e paura, con due genitori e...

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