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Città bloccata

7,30-8,30 traffico in tilt: molti a scuola in auto. E i bus? Alcuni vuoti e in ritardo

16 ottobre 2020, 05:08

7,30-8,30 traffico in tilt: molti a scuola in auto. E i bus? Alcuni vuoti e in ritardo

MARA VAROLI

Happy bus in ritardo? Le lamentele si sommano e non solo tra i genitori dei bambini: di questi tempi per chi deve andare a scuola o in ufficio le cose si complicano, visto il traffico.

Il maltempo? C'entra anche quello, ma il problema si ripete: con il timore Covid le auto in città si sono moltiplicate, in quanto molti vanno al lavoro in macchina e molti gli studenti che dalla provincia e non solo arrivano a scuola direttamente sulle quattro ruote, accompagnati da un genitore. Tutto per evitare il viaggio in bus. E le «porte» di Parma scoppiano. Con l'Happy Bus che non riesce sempre ad arrivare a destinazione in orario. Pioggia o non pioggia.

HAPPY BUS IN RITARDO

Cronaca di ieri mattina: «Oggi sicuramente a causa pioggia gli Happy bus non sono neanche arrivati - scrive un genitore al sito della Gazzetta -, i genitori si sono dovuti arrangiare per portare i ragazzi a scuola. Linea 33 orario 8,05 , abbiamo aspettato fino alle 8,45 senza nessun arrivo. I bambini iniziano scuola alle 8,30». Così la Tep ha subito risposto: «L’Happy Bus è rimasto bloccato per quasi mezzora a causa di un incidente che si è verificato sullo stradone Martiri della Libertà. Ritardi di minore entità, tuttavia, si sono registrati su quasi tutti i percorsi Happy Bus della città a causa del traffico dovuto alla pioggia. Per la situazione generalizzata, non è stato purtroppo possibile avvisare in tempo tutti i genitori interessati». Ma la realtà è più complessa, perché la città dalle 7,30 alle 8,30 è spesso in tilt. E infatti arriva una seconda segnalazione: «Sono il genitore di un bambino della scuola elementare Albertelli-Newton, il quale usufruisce del servizio di bus della Tep, per il trasporto degli alunni da strada Casa Bianca a via D'Azeglio, presso le scuole Stimmatine. DaIl'inizio dell'anno scolastico, abbiamo registrato continui ritardi nell'arrivo dei bus al mattino, con conseguenti disagi sia per i genitori che arrivano al lavoro in ritardo, ma soprattutto per i bambini che devono aspettare in piedi, spesso al freddo e sotto la pioggia come questa mattina».

«Oltre all'Happy bus ci sono anche le 4 navette che vanno in via D'Azeglio - ricorda la preside dell'Albertelli Newton Paola Piolanti -. E quando c'è maltempo è inevitabile che ci sia una congestione del traffico. Con il bel tempo, il ragazzo delle medie usa la bici o addirittura lo skateboard, ma quando piove viene accompagnato in auto e il traffico aumenta».

LA CITTÀ PARALIZZATA

Causa covid alle medie e superiori non si va più preferibilmente a scuola in autobus, ma in auto. E le barriere sono sold out: barriera Bixio, ma anche Repubblica e Farini. Che dire poi di via Toscana? E quindi l'Happy bus come altri mezzi pubblici a causa di questo raddoppiamento di auto private è destinato a fare ritardi: «Dalle 7,30 alle 8,30 durante la fascia di spostamento la città è intasata su tutte le vie di accesso e sui viali della circonvallazione - raccontano i tassisti -. Il ponte Italia è in tilt e così viale Tanara e viale Rustici. Bisogna inventarsi le vie alternative, ma per chi ha l'auto privata è complicato».

«E' così - conferma il preside del Bertolucci Aluisi Tosolini - è evidente un significativo aumento del traffico privato. Noi presidi notiamo che molti studenti vengono a scuola accompagnati dai genitori, soprattutto quelli che vivono fuori città: accade per paradosso che alcune corse dai paesi possano essere addirittura vuote. Non abbiamo dati numerici, ma la tendenza in questo momento è di portare il figlio a scuola».

«Non sono in pochi ad aver fatto questa scelta - risponde Mattia Dall'Aglio, rappresentante di Consulta del liceo Ulivi -. Il problema del traffico sussiste e sicuramente rispetto agli anni passati c'è stato un aumento considerevole dell'utilizzo dell'auto privata, ma nessuno si sente di colpevolizzare queste famiglie, perché è una scelta dettata da una forma di apprensione per l'emergenza sanitaria. Tuttavia, ci si può interrogare sulle ragioni che hanno portato a questa situazione: tra queste, l'inefficienza anche strutturale che grava sui mezzi pubblici: un problema nazionale».

«Io da studente non sono mai andato a scuola in auto - interviene il preside di Romagnosi e Bodoni Guido Campanini -. Al di là del fatto che quello del traffico è un problema di difficile soluzione, il mio appello è per gli studenti che abitano in città: almeno loro vengano a scuola in motorino, bici o monopattino. Tra l'altro in viale Maria Luigia hanno raddoppiato gli stalli. Gli studenti che arrivano dalla provincia possono almeno farsi accompagnare in auto ad esempio in zona Villetta e farsi una camminata a piedi. D'altronde, ora la priorità è evitare gli assembramenti e quindi per chi viene da fuori Parma diventa comprensibile l'utilizzo dell'auto».

 

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