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I presidi

«No alla dad: la scuola è il luogo più sicuro. Il problema? Trasporti e tempo libero»

17 ottobre 2020, 05:08

«No alla dad: la scuola è il luogo più sicuro. Il problema? Trasporti e tempo libero»

MARA VAROLI

I contagi salgono e la prima cosa che salta in mente è chiudere le scuole. Fortunatamente, non siamo in quelle regioni, perché alla fine «l'unica che ha fatto i compiti quest'estate - come dice Aluisi Tosolini - è stata proprio la scuola». Tuttavia, c'è chi tra i governatori sta pensando alla didattica a distanza parziale, cosa che in molti istituti si sta già facendo dall'inizio dell'anno scolastico. Proposte che si rincorrono alla luce degli ultimi bollettini sul contagio.

I CONTAGI NELLE SCUOLE
L’Ausl ha riscontrato tra mercoledì e giovedì più casi di positività in 2 classi del liceo Sanvitale, disponendo la quarantena per entrambe. Inoltre, sono stati riscontrati singoli casi positivi in 15 classi, di 8 scuole: all’istituto Bodoni (3 classi), all’istituto Melloni, al liceo linguistico Marconi (4 classi), al liceo Bertolucci, al liceo artistico Toschi, alla scuola elementare Bottego. In provincia, al liceo Gadda di Fornovo. Per queste classi, l’attività didattica continua regolarmente, ma alunni e insegnanti saranno sottoposti al tampone.

L'IDEA DI BONACCINI
«Se i contagi dovessero ulteriormente aumentare, per non far perdere l’anno scolastico ai ragazzi, le soluzioni sono due: o si introduce la didattica a distanza - parziale, totale - per coloro che hanno necessità - oppure si differenziano gli orari della scuola». Lo ha dichiarato Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni. La ministra Azzolina però ha anticipato: «No alla dad al 100%». E il dibattito continua.

I PRESIDI
«Al Melloni abbiamo un solo caso positivo su 1.200 alunni - interviene il preside Giovanni Fasan -. L'Ausl non ha ritenuto di porre né la classe, né i docenti e nemmeno i collaboratori scolastici in quarantena, anche se tutti verranno sottoposti a tampone. Ho già predisposto la sanificazione dell'aula con una ditta specializza. Sulle proposte dei governatori, come educatore condivido ove è possibile che la scuola deve essere in presenza: se ho un alunno positivo, perché tutta la scuola deve essere messa in dad? Già molte scuole stanno adottando la didattica mista e al Melloni le attività di potenziamo e recupero sono stati svolte a distanza. Ma con la dad non puoi raggiungere il cento per cento dell'utenza, c'è sempre qualcuno che vive in un luogo dove non arriva il segnale. E in Appennino è frequente. Certo, il diritto principale è alla salute, ma le misure adottate non devono colpire solo la scuola. Ad esempio, c'è il problema dei trasporti. Senza dimenticare che i ragazzi oltre alla scuola, frequentano anche altri ambienti». Il preside del liceo Ulivi Giovanni Brunazzi è d'accordo: «La didattica a distanza di oggi non è più quella che abbiamo applicato durante il lockdown: ora si parla di didattica digitale integrata, tra didattica in presenza e didattica a distanza. Quindi, la dad non è mai stata abbandonata. Oltre agli strumenti digitali che in questi anni sono stati implementati, con l'utilizzo pieno delle potenzialità del registro elettronico, dove si possono caricare le lezioni mattutine, materiali didattici, approfondimenti, compiti o esercizi. Didattica digitale integrata riguarda anche la valutazione, con modalità diverse. Tutte le scuole si sono dotate di un documento di distanza integrata e questo viene applicato ovunque. Ma la scuola non è solo dad, è anche socialità, apprendimento e crescita in una comunità. Per cui, preferirei una forma mista o parziale, mai totale, alternando giorni in presenza e a distanza. La mia domanda è una: se gli studenti dovessero rimanere a casa a seguire le lezioni, per alleggerire i trasporti, nel pomeriggio le varie attività libere e sportive verranno limitate oppure no? Perché allora tutto lo sforzo fatto dai dirigenti e dai loro collaboratori durante l'estate per garantire il diritto allo studio in presenza viene non solo vanificato ma risulta inutile. Ci deve essere un equilibrio nelle scelte politiche che vadano nella direzione della tutela della salute, ma che d'altra parte garantiscano comunque una sicurezza totale. La scuola con tutte le misure adottate è il luogo più sicuro per gli studenti». E Aluisi Tosolini ribadisce: «Se pensate che la scuola non conti nulla, ditelo e la chiudiamo - sintetizza il preside del Bertolucci -. A di là del fatto che il nostro presidente Bonaccini ha puntato soprattutto il dito sul problema dei trasporti, è bene che tutti si rendano conto che la scuola non è il centro del contagio, come sottolineato più volte dal Dipartimento della salute pubblica: nelle scuole non ci sono focolai. E i contagi avvengono all'esterno dell'ambiente scolastico».

«Tornare alla dad - conclude la dirigente dell'Itis da Vinci Elisabetta Botti - in modo assoluto sarebbe veramente un errore, con tutto quello che abbiamo fatto e sapendo quanto sia importante la scuola in presenza per i ragazzi».

MARA VAROLI I contagi salgono e la prima cosa che salta in mente è chiudere le scuole. Fortunatamente, non siamo in quelle regioni, perché alla fine «l'unica che ha fatto i compiti quest'estate - come dice Aluisi Tosolini - è stata proprio la...

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