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Morto a soli 44 anni

Addio ad Antonio Bussolati, l'amico che regalava sorrisi

di Giovanna Pavesi -

17 ottobre 2020, 05:06

Addio ad Antonio Bussolati, l'amico che regalava sorrisi

Se n’è andato a 44 anni, poco tempo dopo la scoperta di un tumore, che lo ha tolto ai suoi affetti ma che non gli ha impedito di continuare a svolgere il suo lavoro. Con dedizione, dignità e coraggio.

Perché Antonio Bussolati, dirigente ingegnere presso il Servizio Attività tecniche dell’ospedale, la sua mansione l’ha svolta fino a quando ha potuto, nonostante tutto.

All’interno dell’azienda Ospedaliero-universitaria era entrato nel 2009 e negli ultimi tempi ricopriva il ruolo di responsabile della manutenzione (sia dell’azienda ospedaliera, sia dell’Ausl).

«Esprimo il cordoglio profondo mio personale e di tutto l’ospedale alla famiglia di Antonio, che abbiamo tutti conosciuto quale professionista eccezionale - commenta Massimo Fabi, direttore generale azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. - Di lui abbiamo potuto apprezzare tutte le sue doti professionali e umane, unite a un profondo senso di responsabilità».

«Per lui, il lavoro era motivo di orgoglio: si assentava solo quando non ce la faceva fisicamente, perché la cura oncologica era pensante.

Pensava ai malati e faceva sì che l’ospedale potesse mantenere quello stato manutentivo tale per cui chi aveva bisogno avesse la precedenza.

Durante la malattia, ha continuato imperterrito a dare il suo contributo», racconta l’ingegnere Renato Maria Saviano, da tre anni collega di Bussolati.

«Oltre a essere apprezzato dal punto di vista umano, per la sua garbatezza e professionalità, anche durante i periodi bui della terapia, era anche un punto di riferimento in azienda, per la sua affidabilità e competenza», conferma Daniele, tra i colleghi che lo ricordano.

«Quando gli chiedevamo della sua salute erano poche le parole, perché ci domandava subito come stessimo noi. Resta un esempio di dignità, gentilezza e attenzione verso gli altri», racconta Elisa, che a lungo ha lavorato con lui. «Non ci ha mai fatto pesare questa condizione, perché per lui era più importante il lavoro, pur sapendo di dover affrontare un terribile conto alla rovescia. Più di tutto ci mancherà il suo grande senso di umanità, il fatto di pensare prima agli altri che a se stesso. Aveva tutto quel ragazzo», aggiunge commosso Saviano.

«Ha mostrato a tutti noi come affrontare la malattia: a testa alta, con dignità e senza mai perdere la speranza», conferma anche Annalisa.

«Mancherà vederlo lanciare baci nei corridoi solo per farci sorridere, perché lui, nonostante fosse sempre molto discreto, era capace di far sentire importante ognuno di noi, con un pensiero o una parola. Non era soltanto un collega, ma un amico. Di quelli veramente fidati. E da oggi, lo sappiamo bene, saremo tutti un po’ più soli qui dentro», ricorda Sabrina.

«Resterà il ricordo del suo arrivo nei nostri uffici, insieme al suo migliore amico Massimiliano e il loro modo di prendersi in giro, dietro il quale si celava un affetto profondo e una grande complicità», conclude Elisa.

Le esequie saranno celebrate questa mattina, alle 10, nella chiesa Santa Croce di Fontanellato e da lì il feretro sarà accompagnato al tempio di cremazione di Valera.