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COVID-19

Il prefetto: «Vogliamo bloccare i contagi a Parma, non la movida»

21 ottobre 2020, 05:08

Il prefetto: «Vogliamo bloccare i contagi a Parma, non la movida»

ANDREA VIOLI

«Non vogliamo bloccare la movida: vogliamo contenere il rischio contagi». E per centrare l’obiettivo c’è bisogno del contributo di tutti, rispettando le regole. Il prefetto Antonio Lucio Garufi lo dice rispondendo alle domande della Gazzetta dopo il Dpcm annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Al di là delle polemiche politiche nazionali, sono i sindaci a poter decidere eventuali chiusure di strade e piazze della «movida» per arginare il contagio di Covid-19, se si rischiano gli assembramenti. Nel caso, lo faranno dopo aver condiviso l’iter con prefetto e Ausl. E l’organismo istituzionale per questo confronto è il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, in prefettura, anche se di questi tempi alle riunioni si sostituiscono le video-conferenze. A quella già in calendario per oggi si aggiungerà il tema del Dpcm, per iniziare a fare il punto della situazione, anche se al momento non sembrano esserci sorprese dietro l’angolo.

Dopo l’annuncio del decreto del presidente si attendono le circolari attuative del Viminale ma il sottosegretario all’Interno Achille Variati ha già precisato che «bisognerà sentire anche l’Asl, che potrà essere invitata dal prefetto al Comitato per l’ordine pubblico, per portare tecnicamente il pensiero della sanità locale» e «verranno valutate le relazioni delle forze dell’ordine».

«È una tematica di natura prettamente sanitaria: siamo nelle misure per contenere il contagio - spiega il prefetto Garufi -. Le autorità sanitarie sono definite: il presidente della Regione e il sindaco. La questione assembramenti inevitabilmente si riverbera sul fronte della sicurezza primaria. Per esaminarla e trovare una sintesi, il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica è corretto e coerente con ciò che normalmente si fa. Non a caso prevede la presenza del sindaco o di più sindaci, se necessario».

Si parte dal quadro della situazione sul campo da parte di sindaci e organi sanitari. Senza dimenticare che ad eventuali misure drastiche dovrebbero far seguito i controlli. Il prefetto chiarisce: «Chiusure totali o parziali dove si possano creare assembramenti, facendo salva la questione di garantire il libero passaggio per i residenti o per chi ha prenotato, implica un’azione di controllo molto attenta, che dev’essere ben organizzata».

Sulla situazione a Parma, Garufi fa appello all’impegno di tutti. «Ho l’impressione che le strette delle ultime due settimane e l’aumento della pressione sui media stiano sensibilizzando fortemente la gente - dice Garufi -. Nessuno pensi di poter sottrarsi, altrimenti non andiamo da nessuna parte. “Andrà tutto bene”... ma dobbiamo contribuire tutti».

Oggi si riunirà il primo «Comitato» dopo il Dpcm che permette restrizioni anche sulla movida. «La norma lascia aperte tante opzioni - puntualizza il prefetto -. Se a Parma o in qualsiasi altro comune fossimo a rischio di contagi zero o molto basso, nemmeno se ne parlerebbe. Dobbiamo partire da un’analisi sul piano sanitario, poi valuteremo cosa è opportuno fare in via temporanea. La norma sta creando troppa tempesta. Le ordinanze competono ai sindaci ma la condivisione avviene nel Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Non ho ricevuto segnali di massima urgenza. Iniziamo ad approcciarci in modo meditato, senza fughe in avanti».

ANDREA VIOLI «Non vogliamo bloccare la movida: vogliamo contenere il rischio contagi». E per centrare l’obiettivo c’è bisogno del contributo di tutti, rispettando le regole. Il prefetto Antonio Lucio Garufi lo dice rispondendo alle domande della...

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