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San Leonardo

«Aree verdi in balia dei vandali. E il quartiere dimenticato»

23 ottobre 2020, 05:04

«Aree verdi in balia dei vandali. E il quartiere dimenticato»

LUCA PELAGATTI

«Qui non è questione di ordine pubblico, di degrado. Qui è tutto un problema di maleducazione, di trascuratezza. E del fatto che nessuno interviene a mettere a posto e sanzionare». Questa è la frase che pronunciano in tanti. E se, ovviamente, cambiano il volto di chi parla, il modo e l'accento, il commento finale è sempre lo stesso: «Siamo stanchi. E ci sentiamo abbandonati».

San Leonardo, si sa, da tempo deve fare i con la nomea di quartiere difficile. Ma stavolta no, stavolta i problemi non sono lo spaccio o una convivenza tutta da inventare con chi arriva da lontano. Ora le magagne la gente se le trova proprio sotto casa. E chiede un cambiamento.

«E' vero, lo spaccio di un tempo non c'è più, i gruppi di pusher non li dobbiamo più tollerare. Ma anche questo sporco, questa scarsa cura danno fastidio. E ci fanno capire che siamo dimenticati». Uno sfogo da brontoloni? Non proprio. Perché basta poco per capire che il quartiere vorrebbe risorgere. Ma troppi segnali raccontano che non sta accadendo.

«Qui, per esempio, ci sono momenti in cui la piazza è invivibile – racconta un residente con le finestre che si affacciano su via Milano. - I bambini che giocano fanno chiasso ma non sono certo loro un problema. Il disagio lo danno quelli più grandi che restano qui sino a tardi la sera, che bivaccano. Che spaccano gli arredi». E che ci siano più panchine sfasciate di quante sono quelle utilizzabili è sotto gli occhi di tutti. - In più ci sono dei vari vandali. Hanno in più punti divelto la pavimentazione: il risultato è che i sassi restano in giro. E qualcuno poi li lancia».

Ma, ad onore del vero, qualcosa dovrebbe cambiare: ovunque ci sono cartelli che annunciano che verrà rifatto l'asfalto. «E di questo ovviamente siamo contenti. - racconta un residente di via Bianchi.- Ma ci sono zone che non verranno toccate come è il caso della jungla che sta in fondo alla strada».

Jungla forse è troppo: ma boscaglia è un termine adeguato. Un cantiere è abbandonato da tempo e cespugli ed erba sono cresciuti a dismisura. Secondo chi abita qui i topi l'hanno colonizzato e ci sono ristagni d'acqua ovunque. «Anche noi di topi ne vediamo tanti – prosegue un abitante di via Puzzarini. - Noi chiudiamo i buchi, cerchiamo di fare un po' di manutenzione e abbiamo spedito diverse raccomandate al Comune chiedendo interventi. Ma senza esito». Qui, il grosso problema sta nel verde intorno ad un piccolo parcheggio ma anche il parchetto che arriva sino a via Amendola non è messo meglio. «C'era un cartello che proibiva di portare i cani sull'erba. Per evitare di doverlo rispettare l'hanno abbattuto». Così come parte della recinzione che giace rovesciata da chissà quanto. - E poi ci sono gruppi che si ritrovano a ogni ora: si ammassano nonostante le norme Covid e lasciano sporco ovunque. Ci sono i bidoni vuoti e il parco pieno di immondizia».

Cartacce, bottiglie vuote, persino carrelli di un supermercato: «Quelli sono li da tre mesi. Lo abbiamo segnalato e tutti ci rispondono che non è compito loro portarli via. Cosi restano qua e ci sono dei ragazzi che per fare gli scemi se li lanciano addosso, li usano come arieti». Il risultato è che gli arredi del parco sono sfasciati. E nessuno interviene».

Lo stesso commento che si sente ripetere al parco dei Vetrai, lungo via Europa. Dove il Comune aveva coraggiosamente provato a piantare fiori e abbellire l'area. Di quello sforzo, però, non resta molto. «C'è un albero crollato su cui nessuno interviene e i fiori strappati e distrutti», puntano il dito dei residenti. - Le panchine le avevano sostituite ma in nemmeno due settimane erano già state scassate. E poi c'è il problema degli assembramenti: si ritrovano in tanti, a volte decine, a bere, fumare, mangiare. Il risultato che lasciano lo sporco in giro. E nessuno di loro ha la mascherina». Anche questo preoccupa, soprattutto in spazi che tutti vorrebbero frequentati da mamme coi bambini, da anziani in cerca di riposo. E vigilati con più attenzione. «Telefoniamo, chiamiamo, scriviamo. Ma non succede nulla». La recinzione, per esempio, è stata rinforzata, rialzata. «Ma durante gli scorsi mesi qui dormivano e la rete quindi viene danneggiata per entrare – proseguono quelli delle case intorno.

«Per provare a risolvere il problema servirebbero due cose: un po' di buon senso e la volontà di sistemare le cose – sentenzia un abitante che si definisce “avvilito”.- Altre parti della città vedono lo sforzo dell'Amministrazione che qui invece sentiamo lontana. E poi anche chi abita qui potrebbe fare di più. Ma a furia di stare immersi nella bruttezza troppi si sono abituati. Come se fosse normale. Ma non lo è, non lo è per niente».

LUCA PELAGATTI «Qui non è questione di ordine pubblico, di degrado. Qui è tutto un problema di maleducazione, di trascuratezza. E del fatto che nessuno interviene a mettere a posto e sanzionare». Questa è la frase che pronunciano in tanti. E se,...

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