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Addio a «Tonino», il bottegaio amico di tutti

23 ottobre 2020, 05:05

Addio a «Tonino», il bottegaio amico di tutti

Ha voluto morire nel suo letto, nella sua casa di borgo delle Grazie all’ombra dell’omonimo oratorio le cui campane hanno scandito buona parte della sua vita umile, semplice, ma tanto onesta e laboriosa.

Ottone Santosuosso, storico gestore di un negozio di alimentari, frutta, verdura e coloniali «de dla da l’acqua» (forse uno degli ultimi rimasti), è mancato ieri all’età di 89 anni.

Originario dell’Irpinia, ne conservava ancora l'accento nonostante il tempo trascorso nella nostra città. Rilevò nel 1969, proprio in borgo delle Grazie, «La Lanterna», una pizzeria che in seguito trasformò, con la moglie Gina, in ristorante.

Siccome il lavoro del ristorante stava diventando troppo gravoso, nel 1975 decise di chiudere e di aprire un negozio di alimentari- frutta verdura e coloniali con la moglie ed i figli Massimo e Dario.

Carattere deciso, persona tutta d’un pezzo, irpino tenace e roccioso, Ottone, per tutti Tonino, amava tantissimo il proprio lavoro. Ma ciò che colpiva in Tonino era la familiarità , l’educazione e la raffinatezza con le quali si rivolgeva ai clienti che, nel suo negozio, si trovavano come a casa propria e nel quale potevano acquistare dal limone all’affettato, dalle candele alle girandole di liquirizia che, per gli over anta, facevano riassaporare il gusto dell’infanzia.

In tutte le stagioni Tonino si sbizzarriva nel «vestire» la propria vetrina componendo vere e proprie creazioni arcimboldesche con i carnosi porri invernali e le rape viola, i profumatissimi mandarini di Santa Lucia, la frutta estiva ed i grappoli d’uva che assomigliavano al collare di Bacco.

Per non parlare del periodo natalizio quando il negozio si trasformava in una casa di Babbo Natale con tanti dolciumi e ninnoli vari.

Invece in maggio, quando si svolgeva la processione della Madonna delle Grazie la cui immagine era portata nei borghi adiacenti all’Oratorio, Tonino e la Gina illuminavano a giorno la vetrina proprio in onore della Vergine di cui erano molto devoti.

Sempre elegante, nei momenti in cui poteva concedersi un po’ di relax, si recava a passeggiare nel Parco Ducale oppure alla «Corale Verdi» per l’immancabile briscola con gli amici tra i quali Claudio Mendogni che lo ricorda con tanto affetto. L.S.