Sei in Gweb+

EFFETTO COVID

Il Teatro del Tempo non alza il sipario

23 ottobre 2020, 05:01

Il Teatro del Tempo non alza il sipario

MARA PEDRABISSI

Effetti collaterali del Covid: il Teatro del Tempo quest'autunno non alza il sipario. Il teatro è un po' come l'informazione: termometro della democrazia. E' un Paese che ha la febbre quello un cui i teatri restano chiusi, anche se non per sempre, come si auspica per il Tempo, anche se per un motivo fuori dall'ordinario.

A comunicare la sofferta decisione, dopo tanto meditare, è la direttrice artistica Simonetta Sorba Ambanelli: la sala della «bomboniera» di borgo Cocconi, in situazioni normali, può ospitare una sessantina di persone.

Con il «distanziamento», un obbligo e un dovere in un ambiente tanto piccolo, si arriverebbe, al massimo, a una ventina di persone.

Così la decisione: «Nella inedita condizione umana che stiamo vivendo - dice Sorba - lo spazio è fondamentale e noi contiamo su uno spazio ridottissimo. Sarebbe un’esperienza deprimente per gli attori e per gli spettatori. Quindi abbiamo contattato i nostri sostenitori, essenzialmente il Comune di Parma e Fondazione Monteparma, e li abbiamo avvisati che per quest'autunno non faremo la stagione».

Il Teatro del Tempo è un chicco seminato in Oltretorrente nel 1998 dall'avvocato Luca Ambanelli, attivo protagonista della vita culturale e sportiva cittadina, che prese in affitto il locale di borgo Cocconi. «Mio marito sentiva fortissima la pulsione artistica... Si era diplomato al Piccolo di Milano nel 1961... Ci ha lasciati dodici anni fa, pare ieri. La conduzione del teatro è una eredità pesante ma anche un momento di vita importante. Luca è stato scopritore di artisti e musicisti locali. Noi continuiamo la programmazione con un taglio originale ma nel rispetto per la qualità e per il pubblico. E con un'attenzione, sempre, ai nostri artisti: Davide Carmarino, Franca Tragni, Carlo Ferrari, per citarne alcuni».

Il lockdown aveva fatto abbassare il sipario a stagione in corso. In questo mese sono ripresi i laboratori.

«Il nostro teatro ora è vivo attraverso i laboratori condotti, in totale sicurezza, da Rocco Antonio Buccarello, Luca Savazzi e Matteo Bacchini, un attore, un musicista, un autore - continua la direttrice -. Stanno riallacciando il filo che si era interrotto. La sospensione della stagione invece è una scelta obbligata, almeno fino a gennaio. Che però non significa chiusura. Abbiamo intenzione di riprendere, partendo dagli spettacoli che abbiamo lasciato indietro, vale a dire le due nostre produzioni “Shakespeare Greatest Hits” e “Blues e canzoni” con Stefania Rava - Luca Savazzi, oltre a “Lady Grey” con Alice Giroldini, prodotto da MaMiMò. Per il resto, uno scrupolo scaramantico ci impedisce di dire di più, ma le idee ci sono. Da realizzare anche insieme agli amici con cui abbiamo già fatto un pezzo di strada come Christian Poggioni, Alessandro Blasioli, Roberto Latini; a braccetto con realtà affini come Loft, Ermo Colle».

 

MARA PEDRABISSI Effetti collaterali del Covid: il Teatro del Tempo quest'autunno non alza il sipario. Il teatro è un po' come l'informazione: termometro della democrazia. E' un Paese che ha la febbre quello un cui i teatri restano chiusi, anche se...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal