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SCUOLA

Alle superiori assembramenti, mascherine portate male e «corsa» al bus

24 ottobre 2020, 05:06

Alle superiori assembramenti, mascherine portate male e «corsa» al bus

GIOVANNA PAVESI

Poco dopo le 7,30, l’arrivo di bus e corriere in piazzale Barbieri è piuttosto ordinato. I mezzi non sembrano troppo affollati e quasi tutti, all’interno, indossano correttamente le mascherine, che coprono naso e bocca. Lì, ogni giorno, da sempre, decine di studenti si radunano prima di accedere agli istituti superiori vicini. C’è chi si accende una sigaretta prima di entrare in classe, chi fa colazione e chi ascolta un po’ di musica. Con la diffusione del nuovo coronavirus (e le conseguenti disposizioni sanitarie) a essere monitorata (tra le altre cose) è la discesa dei ragazzi dai mezzi e il loro ingresso a scuola. Perché se all’interno degli istituti, i dispositivi di sicurezza sembrano funzionare, il problema resta fuori.

In viale Maria Luigia, per esempio, nonostante le entrate scaglionate, gli studenti diretti al liceo classico Romagnosi, al liceo scientifico Ulivi e all’istituto tecnico tecnologico Rondani non adottano sempre comportamenti responsabili. E se le mascherine sono indossate praticamente da tutti, nessuno mantiene le distanze di sicurezza. C’è chi chiacchiera vicino al proprio compagno di classe, chi si abbraccia, chi si tiene per mano e chi si fa accendere una sigaretta da un amico. Comportamenti ritenuti assolutamente normali nella quotidianità di un adolescente, ma che oggi destano più di una preoccupazione. Gli ingressi più critici sono quelli al Romagnosi e al Rondani, dove diversi gruppi di ragazzi attendono di entrare secondo i turni che sono stati assegnati. Hanno quasi tutti la mascherina chirurgica, ma in tanti non la indossano correttamente, abbassandola per parlare con qualcuno. Davanti a entrambi gli edifici si contano diversi assembramenti, di circa una decina di persone. Alle 7,59 una decina di alunni si avvicina all’ingresso del Rondani senza indossare la mascherina (che probabilmente è nello zaino). Anche sul muretto antistante l’edificio, altri sei alunni siedono l'uno accanto all’altro, aspettando di entrare. Alcuni sorridono, altri sembrano più pensierosi perché, magari, preoccupati dell’interrogazione delle ore successive. Qualcuno indossa la mascherina, altri ce l’hanno sul mento e altri ancora al braccio (come se non fosse un accessorio obbligatorio).

Al liceo Ulivi, una delle campanelle suona alle 7,55: nel cortile sono in pochi e ben distanziati, così come davanti ai cancelli. Ma anche se gli ingressi sono differenziati, il problema è quanto accade prima del suono della campanella. E dopo. Poco prima delle 13, infatti, di fronte ai cancelli dell’Itis Leonardo da Vinci e del liceo scientifico Bertolucci, in via Toscana, lo scenario non cambia di molto e anzi si aggrava a causa degli spazi ristretti delle pensiline. Gli studenti in uscita dal Bertolucci iniziano a prepararsi poco prima delle 13 e il loro muoversi più ordinato (seppur senza alcuna distanza di sicurezza) svanisce all’arrivo dei mezzi pubblici, che ospitano una moltitudine di persone a bordo, molte delle quali restano in piedi. Verso le 13,15, anche gli alunni dell’istituto tecnico industriale si preparano a lasciare la scuola. Alcune classi vengono fatte scendere dalle scale antincendio, ma in pochissimo tempo il cortile e l’area esterna al cancello si riempiono di persone. Gli assembramenti durano pochi minuti, ma ci sono, perché gli studenti sono tanti. Per riuscire a prendere il bus che li riporti a casa, alcuni corrono. Esattamente come se fosse un giorno qualunque, di un anno qualunque, prima che il Covid-19 arrivasse nelle loro vite.

 

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GIOVANNA PAVESI Poco dopo le 7,30, l’arrivo di bus e corriere in piazzale Barbieri è piuttosto ordinato. I mezzi non sembrano troppo affollati e quasi tutti, all’interno, indossano correttamente le mascherine, che coprono naso e bocca. Lì, ogni...

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