Sei in Gweb+

Rissa in Pilotta

Parlano gli agenti: «Cori di offese e lancio di oggetti»

27 ottobre 2020, 05:02

Parlano gli agenti: «Cori di offese e lancio di oggetti»

LUCA PELAGATTI

 

«Quello che ci ha colpito di più è il violento disprezzo di quei ragazzi cosi giovani per la divisa, per la legalità. E lo diciamo da agenti, certo. Ma anche da cittadini e da genitori».

A parlare sono i due agenti della polizia locale che sabato sera sono corsi in supporto dei carabinieri aggrediti in piazza della Pace. E che di colpo, dal loro normale servizio di controllo in borghese delle strade del centro, si sono trovati catapultati in una bolgia di grida, minacce, spintoni. Circondati da un branco di ragazzini gonfi di una rabbia incomprensibile.

«Noi eravamo in piazzale Paer quando abbiamo sentito un frastuono di urla arrivare da piazza della Pace e ovviamente siamo accorsi per vedere cosa stava accadendo», proseguono gli agenti.

«Era chiaro che stesse succedendo qualcosa di preoccupante, ma non potevamo ancora immaginare cosa». Già, impossibile: perché una cosa sono ragazzi che urlano per scherzo, per gioco. Ma quello era un suono del tutto diverso. «Lo abbiamo capito subito arrivando. C'era un ragazzo che correva tallonato da due carabinieri».

E dietro i militari quella massa di giovanissimi che si spostavano come una massa liquida, rumorosa, opprimente. «Non sapevamo i motivi per cui i carabinieri lo stessero inseguendo, ma ovviamente siamo intervenuti e il mio collega lo ha fermato. Subito dopo sono arrivati i due militari. E dietro di loro i giovano che offendevano, ci sbeffeggiavano, lanciavano oggetti».

Nonostante questo, però, i due carabinieri e i due agenti della polizia locale sono tornati sui loro passi, si sono diretti verso la stazione mobile dell'Arma parcheggiata in Pilotta. «Era una situazione molto confusa, tesa. «Ad un certo punto un secondo ragazzo ha rovesciato addosso ad un militare la bottiglia di birra che aveva in mano e ha cercato di lanciare anche il vetro. Grazie al nostro intervento e a quello del secondo militare non è riuscito nel suo gesto».

Intanto intorno però cresceva la tensione, aumentava il numero di ragazzi e l'agitazione era evidente. «Siamo arrivati poi al furgone e poco dopo sono arrivati i rinforzi, altri mezzi e altri uomini delle diverse forze dell'ordine. Ma resta la sensazione che quel momento fosse sospeso, che sarebbe bastato poco per farlo deflagrare.

«Simili episodi a Parma non sono certo abituali, ma quello che preoccupa è che vediamo un aumento dell'aggressività, dell'ostilità nei confronti della legge e di chi la rappresenta». Un timore comprensibile, che si carica di ulteriore valore per un dettaglio da non trascurare: uno di quei due aveva in tasca un coltello. Stavolta non è accaduto nulla. Ma, come si dice, il rischio è che chi ha una arma, qualunque sia, finisca per usarla.

«Resta la sensazione della sfida che è stata lanciata – è la conclusione dei due agenti della polizia locale –, delle invettive, dei cori contro di noi, contro ciò che rappresentano le persone in divisa».

I nemici naturali di un branco che prova ad alzare la voce, a graffiare. E che, fa male pensarlo, potrebbe fare male.

 

LUCA PELAGATTI «Quello che ci ha colpito di più è il violento disprezzo di quei ragazzi cosi giovani per la divisa, per la legalità. E lo diciamo da agenti, certo. Ma anche da cittadini e da genitori». A parlare sono i due agenti della polizia...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal