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CORONAVIRUS

Ausl, quegli 800 tamponi al giorno per fermare il contagio

29 ottobre 2020, 05:03

Ausl, quegli 800 tamponi al giorno per fermare il contagio

PIERLUIGI DALLAPINA

 

Il contagio si ferma se i positivi vengono scoperti e isolati il più rapidamente possibile. E l'unico modo per scovare il virus è fare i tamponi.

IL FATTORE TEMPO

«L’Ausl esegue circa 800 tamponi al giorno. La capacità di processarli, insieme a quelli che provengono dall'Azienda ospedaliero-universitaria, è finora stata assicurata, salvo alcune code non trattate, entro 24 ore» precisa Paolo Cozzolino, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Azienda sanitaria, nel tracciare un bilancio su tutta l'attività che ruota attorno al mondo tamponi.

Intanto, a livello nazionale ieri è stato raggiunto l'accordo per rendere possibile l'esame anche dal medico di famiglia, mentre a livello regionale stanno per essere distribuiti i circa due milioni di tamponi in grado di fornire il risultato in meno di mezz'ora. È convinzione diffusa che quando saranno a disposizione dei territori, la caccia al virus spingerà il piede sull'acceleratore, in quanto verranno azzerati i tempi di risposta, che oggi possono arrivare fino a due giorni.

LA SQUADRA ANTI-COVID

La lotta al contagio non ha solo bisogno di strumenti: per funzionare servono medici e professionisti preparati. «Attualmente sono circa 30 gli operatori sanitari che, suddivisi in varie squadre, sono impegnati sette giorni su sette nell’eseguire i tamponi. Siamo arrivati a questo numero, progressivamente, dopo la necessaria formazione», specifica Cozzolino, ben sapendo che certe professionalità non sono così facili da trovare.

Concentrandosi ancora sui numeri, il sistema Parma, come aveva ricordato nei giorni scorsi il direttore dell'Azienda ospedaliero universitaria Massimo Fabi, è in grado di processare tra i 1.200 e i 1.500 tamponi al giorno. Una capacità che a novembre sarà potenziata, grazie all'acquisto di nuovi macchinari che consentiranno di analizzare altri 500 tamponi al giorno.

 

TEMPI DI RISPOSTA

«I tamponi vengono eseguiti con modalità drive through, ma anche al  domicilio, nelle residenze per anziani, le Cra, e in ambulatori specifici». Ma da ieri esistono nuovi alleati nella caccia al virus. Il ministro della Salute Roberto Speranza, in un post su Facebook, ha ringraziato i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta per aver firmato il nuovo accordo collettivo nazionale, che darà loro la possibilità di eseguire, negli studi o in altri spazi allestiti ad hoc, tamponi rapidi antigenici. E qui si torna al fattore tempo, determinante per arginare un virus che si propaga con estrema rapidità. Al momento, ricorda Cozzolino, «il tempo di risposta è compreso tra le 24 e le 48 ore», anche se «negli ultimi giorni abbiamo registrato un incremento dell’attività e contiamo di sgravare il laboratorio, grazie anche all’arrivo dei tamponi rapidi che, appunto, non necessitano di essere processati dal laboratorio».

NUOVI KIT DALLA REGIONE

La Regione ha acquistato due milioni di tamponi rapidi - la notizia risale a inizio ottobre - che verranno messi a disposizione delle Aziende sanitarie entro i primi dieci giorni di novembre. In una prima fase la Regione aveva parlato del 26 ottobre. Questi tamponi veloci saranno in grado di fornire l'esito dell'esame nell'arco di 15-20 minuti. Saranno destinati al mondo della scuola e a quegli «ambiti lavorativi pubblici e privati a maggior rischio e, più in generale, quelle situazioni che risulteranno critiche dall’osservazione degli andamenti epidemiologici», si legge sul sito della Regione. Nell'approfondimento sui tamponi rapidi, la Regione ricorda il dialogo con la rappresentanza dei medici di medicina generale per «rendere più fruibile questa tipologia di test da parte dei cittadini».

IL RUOLO DEI MEDICI

In attesa che anche i medici di famiglia possano eseguire questi esami veloci sui sospetti positivi, va ricordato che già ora i «camici bianchi» sono un ingranaggio fondamentale nel tenere sotto controllo l'epidemia. Infatti, spiega sempre Cozzolino, «per richiedere un tampone in caso di sospetta positività, ci si deve rivolgere al proprio medico di famiglia che, valutata la condizione di salute del proprio assistito, ha facoltà di richiedere il tampone all’Ausl». In caso di esito positivo del tampone, «i professionisti dell’Ausl chiamano telefonicamente il cittadino, mentre se l’esito è negativo, arriva un sms sul proprio cellulare». Chi invece ha attivo il fascicolo sanitario elettronico riceve il referto in tempo reale, cioè appena è emesso dal laboratorio.

OCCHIO ALLE BUFALE

A chi avanza dei dubbi sull'affidabilità di questo strumento diagnostico, il direttore della Sanità pubblica dell'Ausl assicura: «L’evenienza di falsi positivi al tampone è veramente rara». Tradotto: l'esito del tampone è un risultato certo.

Cozzolino poi tranquillizza tutte quelle persone - soprattutto genitori - spaventate da una bufala: il tampone sfonderebbe la barriera ematoencefalica. «Non ho mai avuto riscontro di eventuali lesioni subite a causa di un tampone». Un motivo in più per avere fiducia nella scienza e stare alla larga dalle bufale.

 

 

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