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Lutto

Addio all'avvocato Massimo Banchini

di Antonio Bertoncini -

31 ottobre 2020, 05:06

Addio all'avvocato Massimo Banchini

Ha lavorato fino a mercoledì scorso, poi ha dovuto cedere al male che lo aveva colpito poco più di un anno fa.

Era fatto così, un uomo tutto di un pezzo, con un forte senso del dovere, che ha dedicato la sua intera vita a lavoro e famiglia: l’avvocato Massimo Banchini, è venuto a mancare giovedì a 74 anni, dopo pochi giorni in ospedale, per un improvviso aggravamento della malattia.

Nato a Parma, dove ha sempre vissuto, ha frequentato le scuole dell’obbligo a La Salle, per poi passare al liceo Romagnosi e quindi all’Università, dove conseguì la laurea in Giurisprudenza, che gli aprì le porte dello studio di famiglia, in cui ha esercitato l’attività di avvocato, alternata a quella di assistente alla cattedra di diritto civile all’Università di Parma, dove ha insegnato fino al 2016, ed è stato vicepresidente della commissione tributaria regionale.

«Abbiamo sempre lavorato fianco a fianco, Massimo era davvero una persona speciale», esordisce commosso il fratello Francesco che ha condiviso con lui lo studio legale in borgo Garimberti insieme all’altro fratello, Genesio, commercialista molto noto in città anche per essere stato assessore al fianco di Ubaldi. «Era buono e giusto – racconta ancora Francesco - molto rigoroso, fedele ai suoi valori, profondamente religioso, era benvoluto da tutti e stimato per la sua straordinaria preparazione in materi di diritto civile».

Nel ricordarlo ha gli occhi lucidi anche l’avvocata Maria Cristina Padovani, da vent’anni collaboratrice dello studio Banchini: «Massimo – ricorda – era un uomo di rara intelligenza e con una cultura profonda. Amava leggere, studiava, trovava sempre una soluzione a qualunque problema».Massimo Banchini lascia la moglie Monica, la figlia Maria Chiara, la sorella Mariangela ei fratelli Genesio e Francesco, che condividevano con lui lo studio in borgo Garimberti, insieme ai nipoti Maria Giovanna e Maria Margherita Banchini e Luigi Madoi.