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Questore

Bonaccorso: «Orgoglioso di aver avvicinato le persone alla polizia»

31 ottobre 2020, 05:05

Bonaccorso: «Orgoglioso di aver avvicinato le persone alla polizia»

LUCA PELAGATTI

 

Da un poliziotto non te lo aspetti. Perché chi indossa una divisa pensi sia concentrato, quasi esclusivamente, sui reati, che misuri il successo sul numero degli arresti, sulle statistiche delle indagini terminate con uno scatto di manette. Invece Gaetano Bonaccorso preferisce riflettere sul metodo di lavoro, ragionare su temi come fiducia, amore per il territorio. A maggior ragione, oggi, in un momento particolare, quando un capitolo, quello appunto legato al suo incarico a Parma, si conclude. E quando prende il via una nuova sfida. In questo caso alla questura di Pisa.

«Come sempre in momenti come questi si stila un bilancio, si valuta quello che è stato fatto», esordisce ripercorrendo idealmente questi poco più di due anni vissuti nell'ufficio di borgo della Posta. E un bilancio non può che partire dalla fine: dal Covid.

«L'epidemia è stata una sfida enorme, imprevedibile e sconosciuta. E ovviamente un grande dramma. Ma un aspetto importante, al di la dei lutti e delle sofferenze, è quello legato alla risposta che la polizia di Stato, la nostra organizzazione ha saputo dare. E si tratta di una risposta positiva perché siamo riusciti a lavorare con la gente, ad accompagnarla. Ad essere al loro fianco».

Una presenza che secondo Bonaccorso è la vera missione degli uomini in divisa. Che devono prevenire e reprimere. Ma non solo. «E' così: il risultato più rilevante del nostro impegno non sta nella riduzione del numero dei reati. Certo, questo è importante, primario. Ma io credo che il vero valore sia essere riusciti ad avvicinare le persone alla polizia, essere riusciti a far crescere la fiducia nell'istituzione. Un tema questo che per una comunità è fondamentale».

Anche se, è ovvio, il timore nei nostri tempi complessi e spesso difficili, è sentimento comune. Mentre in molti cresce la preoccupazione per il futuro.

«Noi siamo chiamati a dare risposte alle persone, ad ascoltare le loro richieste di aiuto, di supporto. Io, in questi anni, ho raccolto tante voci. Lo so che può sembrare un paradosso ma se una popolazione chiede e pretende molto da noi, allora vuol dire che quel territorio e quella popolazione sono sani. Perché avvertono con forza la voglia di sicurezza. E non sono rassegnati. Ed è proprio questo che io ho percepito a Parma».

Una città con cui Bonaccorso rivendica di aver provato ad aprire un dialogo, un confronto. Ad ogni livello. «Pensiamo ai tanti incontri e alle tante iniziative che abbiamo organizzato, al lavoro fatto per ribadire la vicinanza, la prossimità alle persone. Perché agire ed impegnarsi sui processi culturali, sulle sensibilizzazione è parte integrante del mio lavoro».

La violenza di genere, la prevenzione delle truffe agli anziani: sono stati molti gli appuntamenti messi in calendario in questi mesi. «Ma non posso dimenticare un momento vissuto con gli studenti dell'università a cui sono stato chiamato a raccontare la mia esperienza professionale. Vedere tanti giovani attenti e curiosi mi ha emozionato. Mi ha fatto comprendere che quello che rende particolare il nostro lavoro è che ci occupiamo del più importante degli argomenti: la vicenda umana in tutte le sue sfumature».

Un bagaglio di esperienze che il questore, 59 anni, siciliano, sposato con due figli, con alle spalle importanti incarichi operativi nelle Squadre mobili di Palermo e Messina, riassume con una sola frase: «Ed ecco perché l'umanità è una parte così importante del nostro lavoro».

Un impegno che ora però dovrà proseguire in una nuova sede, in una realtà diversa. «Il giorno della partenza, è naturale, c'è sempre un po' di rammarico per non aver potuto fare tutto quello che ci si era prefissi, per non aver raggiunto tutti gli obbiettivi. Ed in questo senso il Covid ha influenzato molto il percorso che avevamo immaginato. E in qualche modo lo ha interrotto così come ha ferito la vita di tutti noi».

Ma nonostante questo ci sono molti successi, piccole e grandi soddisfazioni. «Penso, ad esempio, a molti aspetti dell'ordine pubblico su cui ci siamo impegnati e che forse all'inizio non sono stati subito compresi. Ma la sicurezza è una materia complessa che prevede una costante preoccupazione preventiva. Perché è solo agendo prima, prevedendo ogni possibile situazione che si evitano i rischi. Anche se, per forza di cose, si finisce talvolta per interferire con la vita della città».

Una sfida che da oggi Bonaccorso dovrà rilanciare in Toscana, in una realtà importante come quella di Pisa.

«Ma Parma mi resterà nel cuore e porterò con me un ricordo particolare. E anche un po' di invidia. Questo perché quando sono arrivato in città sono rimasto colpito da come i parmigiani amino il proprio territorio, da come lo vivano con fierezza e di come lo raccontino con affetto. Ecco questo mi pare un aspetto molto positivo: perché l'amore per la propria città è un presidio importante, un aiuto e un valore. Qualcosa che ti aiuta a desiderare il meglio. Ed impegnarsi per averlo».

 

LUCA PELAGATTI Da un poliziotto non te lo aspetti. Perché chi indossa una divisa pensi sia concentrato, quasi esclusivamente, sui reati, che misuri il successo sul numero degli arresti, sulle statistiche delle indagini terminate con uno scatto di...

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