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parla il neuropsichiatra

«I bambini in isolamento potranno avere disagi da adolescenti»

01 novembre 2020, 05:02

«I bambini in isolamento potranno avere disagi da adolescenti»

La pandemia Covid-19 rappresenta il primo grande evento comunitario stressante che coinvolge tutti i bambini e gli adolescenti in Italia. È la prima volta che il governo impone loro la chiusura di scuole, parchi pubblici, luoghi di incontro, attività ricreative e sportive su scala nazionale. Inoltre, durante il lockdown i giovani hanno sperimentano l'isolamento sociale forzato. L’attuale situazione pandemica sta determinando enormi cambiamenti nella vita quotidiana di bambini e adolescenti ed il conseguente impatto psicologico deve essere considerato come uno dei principali effetti, che coinvolge sia pazienti già affetti da malattie psichiatriche sia persone senza disturbi.

STRESS E PRIMA INFANZIA

E’ ben noto come gli eventi stressanti della prima infanzia possano poi determinare disagi psichici nelle epoche di vita successive. Inoltre, durante l'adolescenza, l'interazione sociale e i contatti interpersonali sono fondamentali per sviluppare l'identità del sé. L'interruzione della routine quotidiana e la perdita di contatto con il gruppo dei pari può generare una sensazione di incertezza, soprattutto in coloro già psichicamente fragili. L’incidenza di diversi disturbi psicoemozionali aumenta durante l'adolescenza quando lo stato di maturità psicoaffettiva sta prendendo forma; pertanto, durante la pandemia, l'allontanamento sociale può peggiorare equilibri psicologici già precari o addirittura slatentizzare disturbi psicopatologici già presenti.

ISOLAMENTO E DEPRESSIONE

Un’analisi della letteratura scientifica sugli effetti dell'isolamento sociale e della solitudine su bambini e adolescenti senza alcun precedente disturbo psichiatrico, evidenzia un legame negativo tra solitudine e benessere psicofisico ed un’influenza diretta e negativa tra isolamento sociale e depressione, ansia sociale, autolesionismo, ideazione suicidaria, disturbi alimentari. La durata dell'isolamento sembra essere direttamente proporzionale allo sviluppo dei sintomi psichiatrici.

Nell’attuale contesto sociale, l'attenzione dei responsabili politici e dei mass media è focalizzata sugli effetti fisici e finanziari della pandemia, pertanto gli aspetti psicologici tendono ad essere trascurati, con il rischio di gravi conseguenze sulla salute mentale della popolazione generale. Infatti, non è difficile intuire come sia a rischio il benessere psicofisico di ognuno di noi ed in particolare quello dei nostri piccoli ed adolescenti. Questi, durante il picco pandemico hanno dovuto affrontare la paura di ammalarsi ed in alcuni casi la perdita dei propri cari ed indubitalbimente, percepiscono le potenziali conseguenze economiche e lo stress dei propri genitori che genera in loro, in un cortocircuito vizioso, un crescente senso di incertezza ed ansia.

Inoltre, la chiusura della scuola ha colpito i bambini con bisogni speciali, con conseguente rallentamento nei loro progressi nelle competenze essenziali, e le loro famiglie, che hanno dovuto prendersi cura di loro a casa senza il supporto di educatori e attività doposcuola.

GLI EFFETTI DELLA PAURA

La malattia infettiva stessa, a sua volta, può innescare paura della morte, ansia, depressione e persino stigma in coloro che si ammalano. Vi sono evidenze inoltre che, durante la pandemia Covid-19, la sensazione di paura, nervosismo, tristezza e insonnia sono maggiori nei bambini e negli adolescenti in quarantena.

In ogni caso, con la chiusura di scuole e servizi comunitari, lo stato di salute mentale di bambini e adolescenti non può essere rilevato e l'accesso a cure psicologiche e psichiatriche è difficile da ottenere. In tutti questi casi, l'intervento psicologico precoce è fondamentale, pertanto, più risorse dovrebbero essere finalizzate ad implementare nuovi metodi per fornire supporto emotivo.

È importante sottolineare che, anche nei periodi successivi al lockdown e alla pandemia, gli effetti di lunga durata possono influenzare lo stato di salute mentale dei giovani con possibilità di sviluppare disturbo da stress post-traumatico o con difficoltà nel tornare alle attività sociali.

Nonostante le citate evidenze sull’impatto negativo della crisi pandemica e dell'isolamento sociale sullo stato di salute mentale di bambini e adolescenti, è possibile tuttavia che trovandoci di fronte ad una terribile esperienza condivisa da tutto il mondo, la consapevolezza di trovarsi nelle stesse situazioni insieme ad altre persone con l'obiettivo comune di ridurre la trasmissione del Coronavirus, possa mitigare il disagio psicologico.

MANTENERE LA RETE SOCIALE

In particolare, mantenere la rete sociale anche grazie alle nuove tecnologie e ai mezzi di comunicazione, aiuta i bambini e gli adolescenti a sentirsi parte di una comunità più ampia e questo può dare loro sostegno. Inoltre, le lezioni (seppur online) consentono alla scuola di mantenere la sua importante ed esclusiva funzione sociale, e non solo educativa, a sostegno dei giovani. Infatti, per quanto riguarda gli adolescenti, un'indagine condotta in Italia mostra che nel primo periodo del lockdown, il livelli di ansia e preoccupazione hanno raggiunto un picco, per poi ridursi e stabilizzarsi con la metabolizzazione della situazione in atto e l’acquisizione di più precise informazioni .

IMPLEMENTARE I SERVIZI

In quest’ottica, la situazione che stiamo affrontando può, rappresentare un'opportunità unica per implementare servizi mirati a ridurre l'impatto psicologico di crisi umanitarie, disastri e epidemie. I dati raccolti durante questo periodo saranno utili per pianificare strategie per garantire la salute mentale di bambini e adolescenti e creare percorsi specifici per le loro famiglie.

E’ pertanto auspicabile che si sviluppi un modello cooperativo di servizi psicologici, includendo famiglie, servizi sociali, territoriali e scuole per ottenere un effetto sinergico nel sostegno emotivo dei nostri giovani che, non va mai dimenticato, sono il futuro della nostra società.

Prof. Francesco Pisani

Docente di Neuropsichiatria Infantile
Dipartimento di Medicina & Chirurgia

Università di Parma

Michela Deolmi

Pediatra in Formazione
Università di Parma

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