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FORNOVO

Maltratta un cane che poi muore: trentenne denunciato

01 novembre 2020, 05:06

Maltratta un cane che poi muore: trentenne denunciato

FORNOVO Maltrattamenti di animali: è questo il reato di cui dovrà rispondere un trentenne di Fornovo denunciato dalla Polizia locale Bassa Val Taro.

L’intervento è stato attivato a seguito della segnalazione di una ragazza, che ha richiesto l’intervento di una pattuglia della Locale: durante una passeggiata lungo la strada che conduce a Vizzola la giovane aveva infatti sentito il guaito di un animale proveniente da una condotta di scolo, presente al di sotto del livello stradale. Sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti che hanno fatto un sopralluogo e, mettendosi in ascolto, hanno avvertito i lamenti dell’animale. E’ stata quindi chiesto l’immediato intervento dei vigili del fuoco di Parma e del personale dell’Associazione «Rescue Dogs» convenzionata con il comune di Fornovo per il servizio di soccorso animali, per poter liberare l’animale «imprigionato» nella condotta, troppo debole per poter uscire da solo.

Il cane, una femmina di lagotto, è stato quindi recuperato: ai soccorritori la bestiola è apparsa stremata, ferita, con lacerazioni pregresse intorno al collo e bisognosa di cure. Evidentemente maltrattata. Già nei giorni precedenti altri testimoni avevano segnalato la presenza del cane in precarie condizioni ma i volontari, raggiunta la zona segnalata, non l’ avevano trovato.Gli agenti hanno quindi informato gli uffici dell’Ausl Servizio veterinario del distretto di competenza, per il maltrattamento dell’animale. Dopo ulteriori accertamenti è emerso che il cane il giorno successivo al recupero era deceduto: troppo precarie le sue condizioni, per poter sopravvivere. A seguito del decesso è stato quindi disposto l’esame autoptico dell’animale, all’’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna «Bruno Ubertini», sede territoriale di Parma. Alla luce delle evidenze emerse, a carico del proprietario è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Parma in quanto ritenuto responsabile del reato.

Do.C.