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CORONAVIRUS

Post fase acuta: primi 12 pazienti dal Barbieri a San Secondo

01 novembre 2020, 05:07

Post fase acuta: primi 12 pazienti dal Barbieri a San Secondo

MICHELE DEROMA

C’è chi riesce a scendere dagli scalini dell’ambulanza sulle proprie gambe, seppur sorretto dai volontari operativi sui vari mezzi incaricati dei trasferimenti, e bardati, praticamente irriconoscibili, nelle proprie tute di contenimento. E c’è chi necessita tuttora del trasporto in barella, nonostante le sue condizioni di salute siano buone e in via di miglioramento. Sono i pazienti - complessivamente dodici - arrivati tra venerdì e ieri alla Casa della salute di San Secondo, che tra domani e martedì accoglierà altre otto persone dimesse dal reparto Covid dell’ospedale Maggiore di Parma, padiglione Barbieri, per un totale di venti pazienti che saranno ricoverati al terzo piano della struttura sansecondina.

Davanti all’ingresso dedicato alle ambulanze, all’interno del complesso sanitario di San Secondo, ieri mattina sostavano mezzi della Pubblica Assistenza di Colorno, Traversetolo e Parma: ciascuno si è occupato del trasporto di un paziente Covid dimesso dal Maggiore. «Vedere un mio collaboratore con la tuta di contenimento fa una certa impressione», confida un volontario della Pubblica Assistenza di Colorno, mentre attende che una collega volontaria accompagni una paziente all’interno della struttura sanitaria: da oltre nove mesi anche la provincia di Parma è nella morsa del Covid, ma vedere operatori in tute di contenimento e pazienti sofferenti sulle ambulanze fa sempre un certo effetto, anche per chi purtroppo è ormai abituato a queste dolorose immagini.

«In questi giorni i servizi di emergenza stanno aumentando», conferma un operatore sanitario prima di risalire sull’ambulanza, per altri trasporti. La prima fase di trasferimenti dal Maggiore a San Secondo sarà completata martedì prossimo: «I pazienti che saranno ospitati a San Secondo sono tuttora positivi al Covid, ma in condizioni di stabilità clinica - spiega il sub commissario sanitario dell’Azienda Usl di Parma, Romana Bacchi - hanno cioè superato la fase clinica delle cure più intense, pur rimanendo bisognosi di assistenza perché non autosufficienti».

L'età media è dagli ottant’anni in su: un dato che inevitabilmente condiziona le caratteristiche della loro degenza a San Secondo in cui, conferma Bacchi, «i pazienti saranno sottoposti ad attività di riattivazione motoria, con l’obiettivo di recuperare le proprie funzionalità nel periodo di negativizzazione del Covid. Ciascun caso è stato valutato congiuntamente da Usl e Ausl, e nella stessa struttura di San Secondo sarà presente, 24 ore su 24, una responsabile infermieristica: per ciascun paziente è stato redatto un piano assistenziale individuale, in vista della dimissione prevista nel giro di due o tre settimane e della destinazione futura, al rispettivo domicilio o in altre strutture».

La durata di degenza è quella tipica della fase delle cure intermedie: per un paziente, si tratta del passaggio dalla fase più acuta del virus al sollievo, per aver potuto finalmente vincere una malattia subdola e terribile.

 

MICHELE DEROMA C’è chi riesce a scendere dagli scalini dell’ambulanza sulle proprie gambe, seppur sorretto dai volontari operativi sui vari mezzi incaricati dei trasferimenti, e bardati, praticamente irriconoscibili, nelle proprie tute di...

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